Wade: “I Super-Team sono un bene per l’NBA”

Wade: “I Super-Team sono un bene per l’NBA”

Memore di quelli che furono i Miami Heat del 2010, Flash non ha dubbi: le squadre composte da stelle sono solo un bene per la pallacanestro a stelle e strisce

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Era notizia di poche ore fa quella in cui Damian Lillard non si sente a suo agio all’idea di giocare in quelli che sono definiti come “Super-Team”, ovvero squadre nel cui roster militano più giocatori di livello. Non tutti però, da che mondo e mondo, la pensano allo stesso modo. Ed ecco che arriva la versione diametralmente opposta a quella del playmaker di Portland.

A sostenere la causa dei super-team è nientemeno che Dwyane Wade, oggi in forza ai Chicago Bulls ma che nel 2010 fu uno dei componenti dei Big Three con gli allora suoi Miami Heat, i quali dopo l’arrivo di LeBron James e Chris Bosh divennero uno dei super-team più famosi di sempre, nonché una delle squadre più “odiate” di tutti i tempi.

Flash sostiene addirittura che le squadre composte da stelle che hanno deciso di giocare insieme per provare a vincere il titolo siano un bene per la Lega, come ha dichiarato a Nick Friedel di ESPN. Nello specifico ecco le parole di Wade relative al tema in questione:

Credo che in certi momenti sia una cosa grandiosa. Penso che le nostre partite, sia che fossimo odiati o amati, spingevano la gente quantomeno a sintonizzarsi su di noi e guardare una gara degli Heat. La stessa cosa vale per Golden State. Anche se molti non sono d’accordo con quanto fatto da Kevin Durant, alla fine tanta gente guarderà le sue partite, sia per vederlo fallire sia per vederlo avere successo.

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Il nostro gioco sta crescendo, ci sono sempre più occhi puntati su di noi e personalmente, come giocatore, amo il fatto che gli atleti possano essere in totale controllo del proprio destino. Ed è per questo che combattiamo quando si tratta di situazioni come il lockout o simili; vogliamo essere padroni di fare le cose che vogliamo fare dato che le società possono scambiarci o tagliarci in qualsiasi momento. Quindi avere il potere di fare quello che abbiamo fatto nel 2010, è stata una sensazione grandiosa. Un gran momento per noi: 3 ragazzi afro-americani hanno avuto l’opportunità di controllare il loro destino e dettare le proprie mosse. Era quello che volevamo e proprio per questo, con situazione simili a quella del 2010, il Gioco non sta subendo colpi, ma al contrario sta crescendo.

Che si ami o che si detesti per quegli Heat del 2010, questa è la forte presa di posizioni di Wade in relazione alla creazione delle super-squadre: siete d’accordo con la sua visione?

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