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TOP 50 NbaReligion, posizioni 30-21: Nowitzki, Wade…

Terzo appuntamento con la top 50 di NbaReligion: vecchie glorie che non vogliono abdicare e tanti giovani in rampa di lancio. Un solo denominatore comune: tutti fuori dalla top20

26°: KEMBA WALKER 

Quello in arrivo potrebbe essere l’anno più difficile della carriera di Kemba Walker in NBA. Se fino a qualche anno fa i suoi Charlotte Hornets erano infatti la barzelletta della Lega, essersi costruiti la reputazione di squadra ‘credibile’ potrebbe presentare il conto quest’anno, il primo da affrontare del ‘nuovo corso’ senza Al Jefferson (partito in direzione Indianapolis).

Nelle ultime stagioni Walker si è dimostrato una point guard moderna e completa, in grado di massacrare le difese avversarie dal perimetro (soprattutto se in serata, cosa che per quanto riguarda il tiro non è una certezza) e di penetrare fino al canestro a piacimento, facendo delle leve corte e rapidissime il suo punto di forza.

Charlotte Hornets - Miami Heat

Credits to www.basketinside.com, via Google

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La mancanza di lunghi affidabili, però, rischia di pesare tanto su di lui quanto sulla squadra, visto che le responsabilità offensive aumenteranno (ulteriormente). Sarà l’anno della verità dunque per Kemba: buon giocatore o superstar? La risposta al campo.

25°: DEMAR DEROZAN

In NBA dal 2009 sempre ai Toronto Raptors, Demar DeRozan ha avuto una crescita costante, fatta del miglioramento dei suoi punti di forza e del lavoro costante su quelli deboli (riconoscibili nel tiro da fuori e nella capacità di caricarsi la squadra sulle spalle). Con lui, anche i Raptors stessi sono migliorati, issandosi ai vertici della Eastern Conference e permettendo a DeRozan di mettersi alla prova anche sui palcoscenici più importanti della Lega.

DeRozan

credits to: heavy.com via Google

Il grande problema del nativo di Compton, tuttavia, è la discontinuità, sia al tiro che a livello di prestazioni (in carriera ha il 42% da 2 punti e 28% dalla lunga distanza). Derozan è infatti considerato, ormai quasi da tutti gli addetti ai lavori, al massimo del suo potenziale, incapace di fare il salto di qualità necessario per diventare una vera superstar (che si sarebbe potuto tradurre anche nella scelta di lasciare Toronto, prontamente scartata).

La metà della classifica è probabilmente il posto che più gli spetta.




26° E 25°

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