Rose a processo per violenza sessuale: ecco la sua difesa

Rose a processo per violenza sessuale: ecco la sua difesa

La torbida vicenda relativa alle accuse di violenza sessuale a Derrick Rose entra nel vivo. Venerdì il giocatore dei New York Knicks è stato ascoltato dal giudice

Rose

Derrick Rose sta affrontando alcuni problemi giudiziari. Una ragazza 30enne, di cui non è ancora stata rivelata l’identità, lo ha accusato di una violenza sessuale. Nello scambio di messaggi fra la ragazza e la stella NBA di quel giorno del 2013 non si trova alcun invito esplicito a un rapporto sessuale. Ciononostante, alcuni messaggi piuttosto spinti a tema sessuale ricevuti da Rose sono stati usati dalla difesa a discolpa dello stesso. Tra gli altri messaggi, uno definiva Rose la ragione «per cui mi sveglio eccitata» e era compresa una foto della ragazza in camicia da notte.

LA DIFESA DI ROSE – Rose, all’udienza di venerdì, ha spiegato che la parola “eccitata” [horny, nda] gli ha suggerito fin da subito il consenso della donna. Consenso confermato, nella versione dell’ex-Bulls, dai precedenti rapporti, dai comportamenti della ragazza con lui e con il suo assistente quella stessa sera a casa di Rose e dall’invito a casa sua (della ragazza) qualche ora più tardi.

L’ACCUSA – La ragazza ha invece negato di aver avuto altri rapporti quella stessa sera nella casa di Rose a Beverly Hills, spiegando di riuscire a ricostruire la serata solo attraverso alcuni piccoli ricordi “flash” e rileggendo una serie di messaggi che sarebbe stata in grado di inviare pur essendo ubriaca o, forse, drogata.

L’avvocato di Rose, al termine della testimonianza, ha chiesto di annullare il processo, a causa di un sms volgare che gli avvocati della donna non avevano rivelato fino a venerdì. Il giudice ha risposto che avrebbe analizzato la questione prima che la guardia dei Knicks torni a testimoniare, ovvero martedì mattina. L’accusa vorrebbe provare che la ragazza non aveva dato consenso al rapporto sessuale a Rose e ai suoi due amici e assistenti Randall Hampton e Ryan Allen, entrambi coinvolti.

ALTRE DISCORDANZE – Rose ha dichiarato che l’unico limite imposto dalla ragazza è stato quando, entrando nel suo appartamento, si sono tutti diretti alla camera da letto e lei avrebbe detto: “Uno alla volta“. Rose e Hamton rimasero sul divano, mentre Allen era in camera da letto. La ragazza, al contrario, ha testimoniato di non aver mai fatto entrare i tre in casa sua e ricorda di essersi svegliata trovandoli tutti nel suo letto.

Rose ha ammesso di non aver mai ricevuto un sms che esplicitasse il desiderio della ragazza di avere rapporti sessuali con lui e gli altri due, ma il consenso sarebbe trasparito dalle azioni della ragazza e dal fatto che non gli abbia mai detto di no.

Nella mia visione, lei era consenziente ogni volta che abbiamo avuto rapporti, – ha dichiarato Rose. – Perché non dovrebbe esserlo stata quella volta?

L’avvocato Waukeen McCoy ha sottolineato che Rose non sembra avere rimorsi per quella notte.

Non sono indifferente, ma non credo di aver fatto alcunché di sbagliato, – ha replicato Rose.

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