Media Day – Le dichiarazioni dei Los Angeles Clippers

Media Day – Le dichiarazioni dei Los Angeles Clippers

I Los Angeles Clippers si sono presentati al Media Day 2016: ecco le prime parole di coach Rivers, Paul Pierce e Jj Redick

DeAndre Jordan

La storia è fatta di fallimenti e speranze, ma i Clippers sono convinti che ogni anno possa essere quello buono. Non viene meno questo pensiero anche per la stagione che inizierà tra poco più di un mese, quando i “soliti” Big-3 formati da CP3, Griffin e Jordan dovranno dimostrare per l’ennesima volta di non essere solamente parte di una buona squadra, ma di un team pronto a migliorare per colmare quel vuoto che troppe volte li ha relegati alle semifinali di playoff.

Il media day 2016 dei Clippers si apre con la notizia del ritiro di Paul Pierce, che giocherà l’ultima stagione della sua carriera NBA con la maglia di casa sua, ma è Doc Rivers a presentarsi per primo davanti ai microfoni dei giornalisti, e lo fa con la solita fiducia che lo contraddistingue ad ogni inizio stagione:

“Sono veramente molto carico per questa stagione, abbiamo una squadra colma di talento, piena di salute, ed abbiamo migliorato il team con dei veterani, mi piace quello che c’è. Ora bisogna iniziare a lavorare sul campo per far sì che si olino i meccanismi. Il gap con Golden State? I Clippers possono giocarsela con tutte le squadre e non sento che ci sia un reale gap con i Warriors. Le discussioni riguardo la situazione razzismo negli USA? Sono contento che in questo spogliatoio si facciano certi discorsi. “

Da un leader ad un altro, il già citato Paul Pierce è stato inondato dai giornalisti interessati a strappare qualche altra parola a chi, come fece il 24 “cugino” in gialloviola, vivrà l’ultima cavalcata tra i complimenti di tutti gli avversari e tifosi nemici:

“Questo gruppo mi ha convinto a tornare per un’ultima stagione, penso che abbiamo una super-squadra. Durante l’estate ho pensato molto a come sia andata l’ultima annata, e chiudere così la mia avventura in NBA mi avrebbe lasciato l’amaro in bocca. Così ho pensato che con questo team ho ancora una opportunità di conquistare l’anello, e sono tornato. Qui c’è molto talento, è un gruppo che in passato ha avuto diversi problemi, ma superarli permette di migliorarsi. Quindi perchè non dargli ancora una chance? Dopotutto vincere con i Clippers sarebbe monumentale.”

JJ Redick si siede accanto al capitano, e chiosa parlando del gesto di Kaepernick, il quarterback che durante gli inni nazionali rimane seduto, per dare voce alla minoranza:

“Penso che sia magnifico, è importante che gli atleti riconoscano di avere voce in capitolo. Penso che più gli atleti si attivino a riguardo, meglio sarà per tutti perché so che quando ero un bambino guardavo i campioni sportivi come un esempio. Per questo penso che incito tutti gli atleti a farlo. “

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