Curry: “i tre momenti in cui mi sono detto -ce l’ho fatta-”

Curry: “i tre momenti in cui mi sono detto -ce l’ho fatta-”

Il giocatore dei Warriors racconta 3 momenti in cui ha realizzato di stare compiendo dei grandi risultati.

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Stephen Curry

Inseguire gli obiettivi, senza creare scuse. Questo il mantra di molti atleti NBA, alcuni dei quali non rinunciano mai ad alzare continuamente l’asticella, alla ricerca di prestazioni sempre oltre i limiti. Questa filosofia è sicuramente stata adottata dal fenomeno Stephen Curry. Ritenuto spesso troppo minuto per giocare in NBA, il campione di Golden State ha sempre inseguito il suo sogno, con il chiaro obiettivo di diventare nel tempo un eccellente giocatore NBA. Anni dopo, il duro lavoro e il sudore sono stati alla fine ripagati. Steph, famoso per non accontentarsi mai, MVP 2 volte di seguito, oltre ad aver raggiunto un ball-handling sopraffino, ristabilisce partita dopo partita gli spazi del campo tirando da distanze impossibili. La voglia di migliorarsi sembra non spegnersi in Steph, che non si guarda mai indietro, anche se recentemente ha dichiarato alla CNBS di essersi reso conto 3 volte in passato di aver raggiunto grandi obiettivi per cui si sarebbe detto “ce l’ho fatta”.

Il primo risale al giorno in cui ne mise 54 al Madison contro i Knicks

“quella fu la prima volta che si riferirono a me come ad un realizzatore letale” .

Il secondo obiettivo invece fu raggiungere le finals NBA per la prima volta

“quello è il sogno di ogni giocatore probabilmente” ha dichiaro Curry che poi ha continuato dicendo che il terzo momento è stato quando recentemente il presidente Obama gli ha chiesto di giocare insieme a golf

“quello è stato la cigliegina sulla torta” ammette Curry.

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