Offseason preview. Los Angeles Lakers: l’eredità del Mamba

Offseason preview. Los Angeles Lakers: l’eredità del Mamba

Continua la nostra analisi della situazione delle varie franchigie NBA: oggi tocca ai Los Angeles Lakers, per la prima volta orfani di Kobe Bryant.

La parola chiave per descrivere il momento storico che stanno attraversando i Los Angeles Lakers è una sola: ricostruzione. Dopo due stagioni altamente negative, che sono coincise con l’addio al basket giocato di una leggenda come Kobe Bryant, in California è tempo di tornare competitivi quantomeno per un posto ai playoff. La Draft Lottery (clicca qui per vedere come funziona) è stata magnanima nelle scelte e, dopo la settima chiamata assoluta del 2014, ha portato in dote due picks #2 nelle due annate successive. Questo, unito all’ottima scelta alla #46 (via Washington Wizards) del 2014 di Jordan Clarkson, permette alla franchigia gialloviola di guardare con serenità al futuro. Russell – Clarkson – Ingram – Randle sono 4/5 di un quintetto iper-futuribile, che con le giuste aggiunte potrebbe riportare presto in alto i 16 volte campioni NBA.

 

DRAFT

 

Il draft di quest’anno ha regalato ai Lakers nientemeno che Brandon Ingram, insieme a Ben Simmons uno dei due talenti più puri e cristallini sfornati dal basket collegiale. Ala piccola che per dimensioni e movenze ricorda molto Kevin Durant, il prodotto di Duke sembra avere di fronte a sé un futuro roseo, anche se non è ancora chiaro quali siano le intenzioni della dirigenza a riguardo: scambiarlo per arrivare ad un giocatore più pronto per competere fin da subito o attendere ancora qualche stagione puntando su un nucleo giovane? Ai posteri l’ardua sentenza.

Con la #32, poi, è arrivato anche Ivica Zubac, centro croato di 2,13 cm dotato di un ottimo gioco spalle a canestro e di una buona attitudine difensiva. I dubbi maggiori sono legati alla sua tenuta fisica visto che nelle due passate stagioni ha avuto infortuni importanti, ma se riuscisse a restare sano potrebbe rivelarsi un discreto comprimario per i Lakers, che hanno già fatto sapere di volerlo portare sin dal prossimo ottobre in NBA.

 

Credits to: sportsmanias.com
Credits to: sportsmanias.com

 

MERCATO

 

Con la dipartita di Kobe Bryant di spazio salariale se ne è liberato parecchio nella città degli angeli, considerando anche che moltissimi giocatori dai contratti “pesanti” come Hibbert, Bass, World Peace e Sacre sono in scadenza e non saranno rinnovati. Discorso diverso per Jordan Clarkson e Marcelinho Huertas: entrambi sono restricted free agent, con i Lakers che potranno pareggiare qualsiasi offerta perverrà ai due giocatori pur di trattenerli. L’impressione è che la dirigenza gialloviola punti proprio a rinnovare questi due giocatori che, insieme a Rande, Russell, Ingram, Nance, Brown e Lou Williams andranno, salvo sconvolgimenti, a formare l’ossatura della squadra che verrà. Nick Young verrà con ogni probabilità scambiato e i Lakers riusciranno così a mantenere un’ottima flessibilità per poter ingaggiare una o due stelle. La coppia dei sogni sarebbe Kevin Durant – Al Horford, con Hassan Whiteside e Demar DeRozan pronti a subentrare come “riserve” considerando le difficoltà nel firmare anche solo uno dei primi due (KD soprattutto). Kupchak e Buss proveranno sicuramente l’affondo per il #35, ma ad oggi le reali possibilità di vedere Durant in maglia gialloviola sono piuttosto basse.

FUTURO

 

Dando per scontato (anche se non si sa mai) che tutti i giovani scelti al Draft resteranno in California, il futuro dei Los Angeles Lakers non sarebbe così buio e funesto come era sembrato nelle ultime stagioni. Il nucleo da cui ripartire c’è ed è decisamente buono, se non si riuscirà ad arrivare a Durant un centro come Al Horford (o in alternativa Whiteside) garantirebbe quella copertura difensiva di cui necessiterebbe Randle, il tutto potendo fare leva su una second unit guidata da Lou Williams che, se riuscirà a restare lontano dagli infortuni, sarà come sempre importante nel portare punti dalla panchina. Il punto interrogativo più grande riguarda lo sviluppo dei giovani: Clarkson nell’ultima stagione ha dimostrato di essere il più maturo, mentre Russell e Randle sembrano essere un po’ più indietro e Ingram si affaccia alla prima stagione al piano di sopra. Le premesse per fare bene, comunque, ci sono tutte, senza dimenticare che uno degli acquisti più importanti è stato fatto in panchina: Luke Walton, fresco dalle Finals con gli Warriors, porterà una ventata di freschezza in un ambiente che conosce molto bene e da cui dovrà cercare di tirare fuori il massimo sin dalla prima stagione.

Credits to: nba.com
Credits to: nba.com

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy