Offseason Preview. Oklahoma City Thunder: Durant’s Drama

Offseason Preview. Oklahoma City Thunder: Durant’s Drama

I Thunder sono andati ad un soffio dal tornare a giocare per il titolo, ma la free agency di Durant adesso mette tutti in allarme. Riuscirà Sam Presti a convincerlo a rimanere? E che futuro si prospetta per la franchigia?

La situazione che attende gli Oklahoma City Thunder è senza mezzi termini squisitamente complessa, intricata ed intrigante.

Arrivati ad una gara-7 dall’eliminare la Golden State del 73-9, nella finale della Western Conference – dopo aver eliminato gli Spurs, che sono sempre gli Spurs e di partite in regular season ne avevano vinte 67 – i Thunder hanno dimostrato di essere incredibilmente forti, molto più delle critiche sicuramente e, senza infortuni, di poter essere una contender di primissima fascia. Sam Presti ha costruito una squadra formidabile affiancando a due stelle come Westbrook&Durant un gruppo giovane, super atletico e versatile che è rimasto indigesto alle due grandi corazzate dell’Ovest – almeno fino alla prestazione irreale degli Splash Brothers in gara-6. L’estate che attende la franchigia adesso è piena di interrogativi e gli scenari che potrebbero aprirsi sono dei più disparati. Ma procediamo con ordine.

Tutto girerà intorno a Kevin Durant, questo è evidente. Il Sette Volte All Star sarà UFA (Unrestricted Free Agent) e avrà quindi la possibilità di poter scegliere il suo futuro. L’estate che lo attende sarà probabilmente la più importante della sua carriera, come lo sarà per la franchigia arrivata da Seattle. L’obiettivo principale di Presti è, ovviamente, rifirmare Durant e economicamente parlando Oklahoma può fare di lui il giocatore più pagato di sempre.

 

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Una delle opzioni più caldeggiate è quella di un rinnovo per un anno con la player option sul secondo di modo da potersi liberare; un contratto à-la-LeBron per intendersi dove il giocatore può scegliere di anno in anno se rimanere o andarsene. Così facendo per Durant sarebbe ancora più vantaggioso ma considerando gli infortuni degli anni passati ci sarebbe anche un rischio di perderci tanti soldi – in caso di ricaduta. Kevin Durant quest’anno ha dimostrato di essere uno dei più forti giocatori al mondo e per certi versi forse il più forte. Ha flirtato con il 50-40-90 al tiro, segnando almeno 20 punti per sessantaquattro partite consecutive (e in un 71 sulle 72 giocate) confermandosi un attaccante leggendario. Ma Durant è cresciuto tantissimo anche sotto altri aspetti del gioco (basti pensare alla difesa su Green nella finale di conference) e questo fa di lui il pezzo pregiato del mercato 2016: tanto pregiato che le franchigie sono disposte a tutto pur di averlo.

In una recente intervista ha dichiarato di fidarsi ciecamente delle persone attorno a lui e che prenderà la decisione migliore per il suo futuro. Il rinnovo di Durant è fondamentale anche in ottica futura visto che la prossima estate toccherà ad Ibaka e soprattutto Russell Westbrook. Spesso criticato, sicuramente eccentrico e stravagante, Westbrook è però un elemento insostituibile nella scacchiera di Billy Donovan. Il neo allenatore – reduce da una buona prima stagione sulla panchina di OKC – ha fatto di lui il cuore pulsante della squadra e Westbrook ha risposto giocando una delle sue migliori stagioni di sempre dimostrandosi ancora una volta un giocatore unico. In tutti i sensi.

 

 

Perdere KD rischierebbe di trasformare i Thunder in una diaspora e dire definitivamente addio alle speranze ti titolo di Oklahoma. L’altro free agent sarà Dion Waiters (seppur Restricted con OKC che può pareggiare ogni offerta che arriverà per lui) e qui invece le possibilità di vederlo ancora in maglia bianco-blu rischiano di essere poche, specialmente in caso di un offerta economica importante. La situazione salariale dei Thunder è legata alla decisione di Durant oggi e Westbrook domani e Sam Presti è chiamato a fare un altro capolavoro per incastrare tutte le tessere del puzzle attorno ai due fuoriclasse o per ricostruire in caso di separazione.

Ibaka è un pezzo necessario come visto nella serie contro gli Warriors per poter pareggiare il loro Death Lineup senza perdere di fisicità e l’evoluzione del suo gioco in atto ormai da un paio di stagioni potrebbe trovare la sua definitiva consacrazione l’anno prossimo. Al tempo stesso Enes Kanter – al quale restano ancora tre anni di contratto ad oltre cinquanta milioni – è stato decisivo nel sovrastare gli Spurs, incapaci di pareggiare la fisicità del doppio lungo con lui e Steven Adams sul campo e, nonostante forse potrebbe essere il più sacrificabile, la sua presenza in campo con la difesa incentrata su le due stelle principali gli permette di sfruttare le sue fantastiche doti offensive, risultando essere un rebus semi-irrisolvibili.

Infine il capitolo Steven Adams: il neozelandese è un elemento centrale del progetto dei Thunder e quest’anno ha dimostrato di essere uno dei migliori centri della Lega – oltre ad un personaggio fuori dal comune. Il suo contratto scade nel 2017/18 ma fino al 31 Ottobre prossimo OKC sarà eleggibile per la rookie extension, esattamente come Andre Roberson, e Presti dovrà decidere se/e quanto investire (tutto sembra portare al Sì) sui due titolari scelti con la solita maestria dall’ex assistente di R.C Buford ai San Antonio Spurs.

(Se volete provare a fare i vostri incastri, conti, trade o supposizioni personali varie la situazione salariale degli Warriors la trovate qui.)

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Credits to bleacherreport.com

Tenerli tutti è impossibile, questo è evidente. I Thunder accetteranno di sfondare il tetto massimo disponibile, come in questa stagione, ma il nuovo contratto collettivo darà modo a giocatori con le qualità di Adams o Ibaka di poter strappare accordi onerosissimi. Inoltre c’è il rischio di minare un roster già adesso non particolarmente profondo: il parzialmente-garantito di Morrow potrebbe essere usato per creare spazio salariale, così come la scadenza del contratto di Foye ed il possibile addio del padrone di Waiters Island.

Il draft non porterà niente visto che le due scelte sono state già cedute (Philadelphia e Denver) ma potrebbe aggiungere qualcosa con “vecchie scelte” come Abrines o Dakari Johnson, magari pronti per il salto in NBA e per giocarsi le loro chance di uscire dalla panchina. Come sarà importante per coach Billy Donovan vedere l’evoluzione di Cameron Payne e soprattutto se McGary ha finalmente recuperato dagli infortuni. Parlare di grandi nomi in entrata è prematuro e forse superfluo visto che i Thunder hanno già in casa un roster attrezzato per giocarsi la scalata al titolo nella prossima stagione e data l’età media anche per quelle successive.

 

Lo scenario più probabile

Durant resta. Probabilmente firmerà un contratto di un anno e parteciperà a quello che ha tutte le sembianze dell’ultimo tentativo – di questo gruppo – di poter vincere il titolo. Waiters troverà casa altrove, sfruttando la free agency più ricca di sempre per strappare il contratto della vita e fare impazzire (di gioia o rabbia) i suoi nuovi tifosi e allenatori. Robertson e Steven Adams firmeranno contratti più consoni alle loro abilità. Billy Donovan avrà dodici mesi di tempo per dimostrare al mondo di essere in grado di reggere la pressione – che sarà altissima – e per fare una cosa che finora non è mai riuscita a chi lo ha preceduto né a lui nel suo primo anno: vincere.

I Thunder avranno un anno di tempo per vincere il titolo prima che arrivi la vera estate cruciale della storia della franchigia – quella 2016/17 – dove sicuramente alcuni equilibri cambieranno e magari qualcuno (Ibaka? Kanter? Durant e Westbrook nella stessa free agency? La fine del Mondo?) sarà costretto a lasciare. Sam Presti è contento di lasciare questi problemi al suo Io Del Domani ma per farlo sa che tutto passa da oggi. E soprattutto dalla decision di Kevin Durant.

 

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