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Warriors corsari a Cleveland, 3-1 e match point

Golden State rialza la testa dopo la batosta di gara 3 e piazza il colpo in trasferta trascinata dagli Splash Brothers: lunedì primo match point per il repeat a Oakland

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James voto 5,5: l’idea iniziale è quella giusta: coinvolgere i compagni in attacco il più possibile rimanendo tangenziale alla partita. Incomincia a farsi vedere nel secondo quarto e alza i giri del motore nel terzo, ma quando la palla si trasforma in una palla di granito nei momenti clou del quarto periodo The Chosen One perde la bussola: ferma troppo la palla in attacco, forza da fuori, cade nelle provocazioni di Draymond Green.

Kyrie Irving voto 7,5: è l’uomo più in palla dei suoi, cerca di tenere in piedi la baracca anche nel finale quando la partita ormai è andata e si prende le responsabilità in attacco ma è come predicare nel deserto. Il numero 2 ci prova in tutti i modi, ne mette 34 ma è troppo solo.

Kevin Love voto 6,5: rientra dopo la commozione cerebrale di gara 2 e lo stop forzato di gara 3 partendo dalla panchina come non gli accadeva dal 2010. Accolto da un boato al suo ingresso, è coinvolto in attacco nel primo tempo ma si spegne assieme al resto della squadra a lungo andare.

GOLDEN STATE WARRIORS

Splash Brothers voto 8,5: tutti li aspettavano al varco dopo la deludente prova di gara 3 e loro hanno risposto “presente” con una prestazione superba da 63 punti complessivi. 25 per Klay Thompson, 38 per un sontuoso Stephen Curry che dimostra al mondo nel momento più importante chi è l’MVP.

Harrison Barnes voto 7,5: puntuale nella metà campo difensiva, è un fattore anche in attacco dove piazza quattro bombe una più importante dell’altra e toglie pressione dalle spalle di Curry e Thompson.

James Michael McAdoo voto 7: è la sorpresa di Steve Kerr che lo scongela dal freezer e lo mette in rotazione. Solo 7 minuti in campo, 2 punti a referto ma tante piccole cose preziosissime per la squadra sia in attacco sia in difesa: è il simbolo dei Warriors, bravissimo a farsi trovare pronto nel momento più importante della stagione dopo non aver visto il parquet per ere geologiche.

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