Preview Playoffs 2016: Golden State Warriors vs Cleveland Cavaliers

Preview Playoffs 2016: Golden State Warriors vs Cleveland Cavaliers

La preview delle NBA Finals 2016

Il momento che aspettavamo da Ottobre è infine giunto. La lunga strada tortuosa, attraverso le 82 partite di regular season ed i primi 3 turni di Playoffs, è arrivata all’atteso epilogo. Solo due contendenti sono rimaste sul ring a sferrarsi gli ultimi colpi della stagione 2015-16. Tocca ora ai Golden State Warriors ed ai Cleveland Cavaliers affrontarsi nelle NBA Finals 2016.

Come sono andate ai Playoffs

Playoffs molto particolari per la franchigia della Baia. Forti delle ormai arci-note 73 vittorie stagionali, i Warriors si sono avvicinati alla postseason con un look da corazzata inaffondabile. Al Primo Turno contro gli Houston Rockets è arrivata sì una vittoria per 4-1, ma con un intermezzo non proprio lieto di ben due infortuni che hanno colpito Steph Curry, il secondo dei quali lo ha tenuto out per ben 15 giorni. Nel frattempo la sua squadra si è scontrata contro i giovani e baldanzosi Portland Trail Blazers. Nonostante il medesimo risultato, 4-1, Lillard e compagni hanno dato parecchio filo da torcere ai campioni in carica, che hanno dovuto riabbracciare l’MVP e vederlo segnare il record di punti in un overtime in occasione di gara-4. Nelle Finali di Conference, poi, una vera e proprio guerra contro gli Oklahoma City Thunder. Golden State è andata rapidamente sotto per 3-1, con lo spettro dell’inattesa eliminazione. Con la forza della disperazione ed aggrappandosi ai propri leader, i Warriors hanno rimontato e vinto la serie per 4-3, solo la decima volta che ciò è accaduto nella storia della Lega.

Ben diverso il cammino dei Cavs, anche se con risultati non sempre veritieri. Nei Primi due turni sono arrivati altrettanti sweep, ai danni rispettivamente dei Detroit Pistons e degli Atlanta Hawks. A ben vedere, però, di partite finite in blowout ce ne sono state poche, ed in più di un’occasione solo nel finale la formazione dell’Ohio ha avuto la meglio dei propri avversari. La Finale dell’Est ha visto Cleveland opposta ai Toronto Raptors, reduci da due serie finite alla settima partita. In casa non c’è stata storia, ma in Canada i Cavs hanno palesato qualche lacuna, venendo raggiunti sul 2-2. Nel momento più difficile della stagione, LeBron e compagni si sono ritrovati, chiudendo poi la sfida sul 4-2 con altre dimostrazioni di forza.

Uomini chiave

Veste la maglia numero 30, la sua specialità è prendere e mettere tiri impossibili (meglio se da fuori) ed ha vinto due MVP di fila. Steph Curry ha attraversato le montagne russe in questi Playoffs, tra infortuni, le solite prestazioni incredibili, lo spettro dell’eliminazione e la prova da campione in gara-7. Ora ha messo nel mirino l’unica cosa che gli manca, il titolo di MVP delle Finals.

Nel momento più buio, però, l’uomo che ha tenuto a galla i Warriors contro i Thunder è stato Klay Thompson. Il numero 11 si è messo la squadra sulle spalle, ha rimesso le cose a posto nella vitale gara-6 ed ha pure piazzato la bellezza di 11 triple, ovviamente record all-time in postseason.

Ha la lingua costantemente attiva, protesta sempre, mostra i muscoli, fa il guascone e fa movimenti innaturali con la gamba. Draymond Green, al pari di tutta la squadra, ha vissuto dei pericolosi sali e scendi nelle ultime settimane, trovandosi ad un certo punto sia sull’orlo della squalifica sia, ben più importante, totalmente incapacitato, dalla difesa avversaria, ad incidere sull’andamento delle partite. Si è ritrovato strada facendo, mostrandosi ancora una volta come il perno della difesa di Golden State.

Sesta finale consecutiva e settima in assoluto per LeBron James, autore di una postseason in cui ha giocato con maturità, capendo i momenti in cui c’era bisogno di agire in prima persona e quelli in cui la necessità era il movimento della palla. Solo una volta ha scollinato oltre quota 30, nell’elimination game a Toronto. Lo score personale alle NBA Finals è lì davanti a tutti, nelle prossime settimane toccherà aggiornarlo ulteriormente, nel bene o nel male.

Soprattutto nei primi due turni, Kyrie Irving si è confermato il terminale offensivo principale dei Cavaliers, colpendo sia col piazzato da tre, che col palleggio arresto e tiro così come in penetrazione. Dubbi sul potenziale offensivo ce ne sono sempre stati pochi, al contrario della propria metà campo, ora torna sul luogo del misfatto, ossia l’infortunio di gara-1 nel 2015.

Kevin Love ha conosciuto a Toronto il sapore delle prime sconfitte in carriera nei Playoffs e delle relative critiche, per gli ormai arci-noti problemi. E’ rimbalzato abbastanza bene nei due successivi incontri, ma le perplessità restano sempre le stesse. A lui, ora, smentirle o confermarle.

Gli Allenatori

Tutta l’esperienza, la calma e la classe di Steve Kerr si sono viste, una volta di più, all’interno della serie contro Oklahoma City. E’ stato lui a ridare un minimo di tranquillità ai suoi, trovando le giuste motivazioni e qualche contromisura azzeccata. Al mondo NBA il biondino da Arizona non ha quasi più niente da dimostrare, ma la sua creatura perfetta è ad un passo dal regalargli l’ennesimo anello.

Tyronn Lue è giunto alle NBA Finals da allenatore esordiente, proprio come successe 12 mesi fa a…David Blatt, proprio con Cleveland. Il paragone è sempre stato inevitabile, a maggior ragione lo sarà dopo questa serie. Lo hanno ingaggiato per un motivo, sta a lui dimostrare se può effettivamente dare un quid in più alla sua squadra.

I Precedenti

Abbastanza noti i precedenti tra questa due formazioni. In regular season 2-0 per Golden State, capace di vincere sia la partita del giorno di Natale (nonostante una gran prestazione difensiva dei Cavs e con Barnes assente), sia nel famigerato 132-98 di metà Gennaio, la gara che di fatto sancì l’esonero di Blatt.

L’unico altro precedente in postseason è proprio la Finale del 2015 vinta dai Warriors. Si tratta della seconda doppietta consecutiva di rematch all’atto conclusivo della stagione, dopo il “back-to back” tra Miami e San Antonio nel 2013 e nel 2014.

Pronostico

Era la serie che tutti attendevano sin dalla prima palla a due stagionale e le aspettative in tal senso sono state coronate con successo. Fare un pronostico su questa serie, come è logico supporre, non è operazione facile, ma certi indizi fanno pensare a Golden State vincente in 5, massimo sei partite. E’ vero che Cleveland in attacco ha fatto vedere ottime cose, che è al completo (al contrario di 12 mesi fa) e che ha sempre un certo LeBron James. Il problema, per i Cavs, è che una difesa come quella fatta vedere dai Thunder, che ha messo in seria difficoltà i campioni in carica, è difficile da replicare per uomini e mezzi. Allo stesso modo, il predominio a rimbalzo ci sarà ma non così netto come quello fatto vedere da Adams e compagni. Occhio però a non scommettere contro il numero 23.

Calendario della serie

GM 1: CLE at GSWJun. 2, 9:00 PM ET 
GM 2: CLE at GSWJun. 5, 8:00 PM ET 
GM 3: GSW at CLEJun. 8, 9:00 PM ET 
GM 4: GSW at CLEJun. 10, 9:00 PM ET 
GM 5: CLE at GSWJun. 13  | If Needed
GM 6: GSW at CLEJun. 16  | If Needed
GM 7: CLE at GSWJun. 19  | If Needed

Alessandro Scuto

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