Road to draft: Bryan Colangelo e i Sixers

Road to draft: Bryan Colangelo e i Sixers

Pochi giorni alla prima scelta dei Sixers. Quali sono stati i migliori colpi al draft per il GM di Philadelphia Bryan Colangelo?

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A poco meno di un mese dalla scelta più critica di inizio stagione per i Sixers, analizziamo i colpi migliori di Bryan Colangelo, GM di Philadelphia, colui che metterà l’ultima parola sul nuovo giocatore da portare in una delle più storiche franchigie NBA e che iniziò la sua carriera da manager tra le fila dei Phoenix Suns.

Partiamo da Shawn Marion, scelto dal GM alla numero 9 nel 1999. Nonostante il rilascio di palla piuttosto discutibile, il prodotto di Chicago vanta una carriera stellare in NBA con 15,2 punti di media, 8,6 rimbalzi e 1,8 assist a partita. Marion ha alzato inoltre il Larry O’Brien Trophy come membro dei Dallas Mavaricks nel 2011, apparendo infine per quattro volte all’All-Star Game. Scelti dopo di lui allo stesso draft Manu Ginobili e Ron Artest. Tutto sommato davvero un ottimo affare.

Nel 2002 Colangelo sfodera uno dei suoi colpi migliori, selezionando, sempre alla 9, Amar’e Stoudemire. Rookie dell’anno nel 2003, 6 volte All-Star e miglior quintetto NBA nel 2007, insieme ad una vagonata di giocate spettacolo  con il compagno di squadra Steve Nash in quegli anni. Nome di spicco scelto dopo di lui quell’anno allo stesso giro solamente Caron Butler. Questo forse il primo giro più memorabile di Colangelo, se ricordiamo l’impatto sulle partite che aveva Stoudemire a quell’epoca.

Nel 2005, alla numero 21, Colangelo ha l’intuizione per Nate Robinson. 175 cm di tritolo. Forse però si rende subito conto di quanto sia difficile da gestire e lo spedisce a New York insieme a Quentin Richardson per Kurt Thomas. I numeri comunque negli anni parleranno per Nate che, pur scelto alla numero 21, vanta una media in carriera di 11 punti e 3,2 assist a partita.

Nel 2009, passato nel frattempo ai Raptors dopo 15 anni nella dirigenza dell’Arizona, si presenta sempre al suo numero fortunato, il 9, selezionando Demar DeRozan. Per lui 18,3 punti e 3,2 assist di media in carriera e 2 volte All-Star. Dopo di lui, lo stesso anno, Brandon Jennings, Jrue Holiday, Ty Lawson e Jeff Teague. Abbastanza talento quindi, ma comunque nessuno di questi sarebbe stato in grado di sostituire quello che negli anni è diventato uno dei punti cardine dei Toronto Raptors.

Nel 2011 infine, con la numero 5, Colangelo seleziona per i Toronto Raptors, Jonas Valanciunas. Bene si potrebbe dire. 11,3 di media conditi da 8,2 rimbalzi a partita in carriera. Bene si, se non fosse che più tardi quell’anno allo stesso giro venivano scelti Brandon Knight, Klay Thompson e Kawhi Leonard. Giocatori che, viste le ultime annate, promettono qualcosa di buono per le rispettive franchigie negli anni avvenire.

Possono fremere comunque i tifosi di Philly. Colangelo è un esperto GM NBA, con anni di buone scelte alle spalle in grado di valorizzare i giovani e di rendere competitiva la squadra a prescindere dal background degli ultimi anni.

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