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Dwane Casey: “Distrarre i tiratori avversari? Perfettamente legittimo”

Il coach dei Toronto Raptors, accusato di distrarre i tiratori delle squadre avversarie con grida e battiti di mani, si difende e afferma: “L’ho imparato da Jerry Sloan”.

Casey

I Toronto Raptors sono nella stagione più sorprendente della loro intera storia, e questo grazie a un intenso sforzo di squadra che comprende proprio tutti – persino l’allenatore. Sì, perché nel momento del bisogno, quando ogni difesa sembra fallire e i tiratori avversari si ritrovano soli sulla linea dei 3 punti, con la panchina dei canadesi alle spalle, i giocatori sanno che Dwane Casey farà di tutto per essere loro di aiuto. Il coach di Toronto infatti, sia nel corso della stagione regolare che durante questi playoffs, ha spesso fatto ricorso a grida e rumori forti per cercare di destabilizzare i tiratori avversari e indurli all’errore. E questo “trucchetto” è emerso in tutta chiarezza nella serie contro i Cleveland Cavaliers:

https://vine.co/v/i9BLVBzxqnW

In questa giocata, ad esempio, nelle fondamentali fasi finali di gara-4, poi vinta dai Raptors, si vede chiaramente Casey disturbare con le grida e con i suoi battiti di mani il tiro di Kyrie Irving che poi, effettivamente, sbaglia e trova soltanto il ferro. Ma il sessantenne coach dei Raptors ha dimostrato di avere anche altri assi nella manica:

https://vine.co/v/i9u7qtd3adE

Qui, infatti, si può vedere Casey che raddoppia, in senso lato, J.R. Smith, favorendo la marcatura di Bismack Biyombo, e la successiva stoppata.

Messo di fronte a queste evidenze, però, Casey ha voluto difendere il suo operato, affermando che grida, boati e battiti di mani in panchina sono stati una strategia utilizzata da sempre in NBA, tanto che lui stesso l’avrebbe soltanto imparata da Jerry Sloan.

E del resto Casey non è nemmeno l’unico “disturbatore” in quel di Toronto:

Casey

credits to: pitchfork.com via Google

Una città intera tesa nello sforzo di vincere quindi, quella canadese, con i Raptors che hanno dimostrato di sapersela giocare, tra le mura amiche, con la più forte corazzata della Eastern Conferece. Anche ricorrendo a difese, come dire… poco ortodosse!

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