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Tim Duncan ammette: “Non so relazionarmi con i giovani”

La leggenda dei San Antonio Spurs confessa un suo limite comunicativo: non riesce a intendersi con le nuove leve.

Tim Duncan

Tim Duncan è di sicuro uno dei giocatori più iconici ad aver mai calcato un parquet NBA, e, qualora un eventuale ritiro dal basket giocato dopo la brusca fine di questa stagione dovesse prendere forma più concreta, la sua mancanza si farà sentire enormemente nei cuori dei fan di questo sport e di questa lega.

Ma anche un campione di questo livello ha i suoi limiti e nello specifico quello di Duncan sembra essere la comunicazione con i rookies, i suoi compagni più giovani. Intervistato dal suo ex compagno di squadra Bruce Bowen per ESPN, infatti, Duncan (senza sbottonarsi sul futuro della sua carriera) ha rivelato qualche aspetto sgradevole dell’essere il secondo giocatore più anziano della NBA. In particolare, quando Bowen gli ha chiesto se sia il tipo di giocatore che dà consigli ai più giovani, the Big Fundamental non ha potuto far altro che scuotere la testa:

Mi piacerebbe poterlo essere, essere un tipo così profondo, e rispondere sì, ma no. Non riesco nemmeno a parlare con la metà di questi ragazzi. Loro ti vengono incontro e ti dicono cose del tipo ‘Ehi, avevo il tuo poster in cameretta a 5 anni.’ E io sono tipo ‘Zitto bimbo. Non voglio parlare con te

Ma Tim Duncan è davvero così “vecchio” come vorrebbe farci credere con le sue affermazioni? Bowen ha tentato la prova del nove, chiedendo al #21 degli Spurs di scegliere il suo gruppo preferito tra i Linkin Park (dominatori del panorama musicale statunitense nei primi anni 2000) e Fetty Wap (attualmente sulla cresta dell’onda). E qual è stata la risposta di Duncan? Dopo un piccolo momento di confusione, ovviamente, the Big Fundamental ha scelto i Linkin Park. I problemi di comunicazione sono il minimo.

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