Come sarebbero i playoffs senza le conference?

Come sarebbero i playoffs senza le conference?

Prime partite di playoffs concluse e primi verdetti in questa post-season NBA, ma come sarebbero questi playoffs se non ci fossero le conference?

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Da pochi giorni sono iniziati i playoffs NBA e da poche ore sono arrivati anche i primi verdetti. Gli Oklahoma City Thunder e i San Antonio Spurs, dopo aver riportato due dei cinque migliori record della stagione regolare, hanno battuto rispettivamente Dallas e Memphis senza troppe difficoltà e si apprestano ad affrontarsi in quello che per molti è uno tra i più affascinanti accoppiamenti possibili di questa post-season 2016. Nonostante i tanti appassionati scalpitino per vedere questa serie, molti si lamentano del fatto che sia un peccato assistere a tale accoppiamento così presto sulla tabella di marcia verso le finali, alludendo così al solito dilemma: non sarebbe meglio impostare dei playoffs con le prime 16 squadre della lega, senza considerare la provenienza geografica? Ma come sarebbero alcuni abbinamenti di quest’anno in questo caso? I sopracitati Spurs si sarebbero trovati ancora di fronte ai Grizzlies, mentre i Los Angeles Clippers e i Portland Trailblazers avrebbero rispettivamente incontrato i Miami Heat e i Charlotte Hornets. Stessa sorte anche per i Celtics e gli Hawks, che si sarebbero a loro volta scontrati ugualmente.

Alcuni addetti ai lavori, come il talentuoso coach dei Celtics, Brad Stevens, sembrano essere favorevoli ad un sistema a “girone unico”:

Penso che sarebbe fantastico. Non penso ci sia necessariamente qualcosa di sbagliato con il sistema attuale di per se. Ma penso che sarebbe veramente interessante giocare ai playoffs contro una squadra con cui hai giocato solo due volte in stagione regolare, invece che quattro. Non sto dicendo di cambiare, in nessuna maniera. Penso solo che sarebbe interessante.

Tuttavia il sogno di molti appassionati parrebbe essere ben lontano dal realizzarsi. Più volte David Stern e l’attuale commissioner Adam Silver sembrano aver minimizzato l’importanza della faccenda, enfatizzando come invece una sorta di cambiamento tale comporterebbe una ri-organizzazione del numero di partite e del carico di lavoro delle squadre che potenzialmente potrebbero essere costrette ad effettuare viaggi coast-to-coast ad ogni turno di playoffs, riducendo così le ore di riposo che si tradurrebbe, statistiche alla mano (già elaborate dalla lega), in un maggior numero di infortuni, a discapito dello spettacolo. Adam Silver ha però ammesso che la lega ne ha parlato con i dirigenti delle squadre e che potrebbero esserci sviluppi in questo senso in futuro. L’idea di poter vivere un derby Knicks-Nets alle Finals o di veder scontrasi al primo turno Lakers e Celtics stuzzica parecchio; staremo a vedere. Per ora possiamo gustarci questi stupendi playoffs in versione tradizionale, che non è poco.

di Marco Malvezzi

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