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Playoffs 2016

Boston serata storta. Atlanta sul velluto. Recap e Pagelle

Allunga Atlanta grazie ad una buona difesa e alle pessime percentuali al tiro dei Celtics. Gli Hawks prendono in mano la partita dalle prima battute fino allo striscione del traguardo. Per Boston non si salva nessuno e adesso riaprirla diventa durissima.

playoff

Uno degli incontri più equilibrati di questo primo turno di playoff arriva a gara 2 con poche certezze e tante domande. Coach Stevens dovrà rinunciare agli infortunati Bradley e Olynyk per tentare di ribaltare il fattore campo contro un Atlanta apparsa cinica quanto basta in gara 1 per portare a casa il risultato.

BOS: Crowder-Johnson-Sullinger-Smart-Thomas

ATL: Bazemore-Millsap-Horford-Korver-Teague

Pronti, via e Atlanta prova la fuga grazie alle triple di Teague e Bazemore (dopo una rubata), che non è serata si capisce quando dopo appena due minuti di gioco Stevens rischia di perdere anche Smart, rimasto a terra dopo uno scontro a rimbalzo. Il numero 36 si riprende ma i Celtics sono bombardati dalle aquile guidate dal cecchino Korver che piazza la bomba del 11-2 e Stevens decide di parlarci su. Dopo il time-out la musica non cambia, Boston muove discretamente la palla ma le polveri sono decisamente bagnate e quando Thomas o Crowder trovano il varco la difesa si chiude benissimo. Gli Hawks sono decisamente on fire, Korver spara la terza tripla su quattro tentativi e il punteggio recita 21-3 con Stevens costretto a fermare nuovamente il gioco. Quando la fiducia viene meno anche le cose più elementari diventano assai complesse; Sullinger e Turner sbagliano un paio di lay-up senza troppa opposizione prima che suoni impietosa la sirena del primo quarto che vede gli uomini di Budenholzer avanti 24-7. 

Dopo aver ritoccato il record di franchigia per minor punti segnati in un quarto di playoff i Celtics cercano di scuotersi con  la second-unit, guidata dal solito Turner che dal palleggio è sempre una minaccia concreta ma dall’altra parte anche Horford si iscrive al party dei 3 punti, non esattamente la specialità della casa. Le rotazioni degli ospiti sono decisamente troppo lente e Smart non è paragonabile a Bradley in difesa, tuttavia entra prepotentemente in partita Amir Johnson il quale piazza 6 punti e contribuisce al parziale di 13-4 in favore dei Celtics. Con Turner immarcabile dagli esterni avversari Boston sembra aver riacquistato fiducia, ma una tripla del solito Korver rimette le debite distanze. Muscala non sembra trovare una soluzione al problema Johnson, ci vuole una stoppata di Millsap su Thomas per spegnere l’entusiasmo di Boston e il rientro in campo di Horford per riallungare a +13. La partita diventa spigolosa, entrambe le squadre si concedono troppe forzature e la lotta a rimbalzo diventa di vitale importanza per l’economia del match. La squadra di coach Stevens continua a non trovare la via del canestro e Atlanta non preme eccessivamente sull’acceleratore; il primo tempo si chiude con gli Hawks avanti 43-28.

Nel terzo quarto inizia bene Boston, cavalcando il pick and roll tra Smart e Johnson che riavvicina la franchigia del Massachusetts ma ancora una volta sono gli Hawks a dimostrare una grande lucidità continuando a difendere e ad attaccare il ferro con un Teague in condizioni eccellenti. Nonostante Amir Johnson giochi in una dimensione tutta sua i suoi compagni continuano a litigare con i ferri della Philips Arena. Entrambe le squadre dimostrano una pessima gestione della palla producendo una valanga di palle perse e diversi errori al tiro finché un Thomas impalpabile trova l’and one che oltre a smuovere i Celtics svegli anche gli avversari, i quali sembrano accendersi esclusivamente se provocati. Un terzo quarto privo di giocate considerevoli si chiude con la tripla di Horford sulla sirena che vale il +15 Atlanta, vantaggio piuttosto rassicurante in vista dell’ultimo parziale.

L’ultimo quarto si apre con un floater di Korver a cui risponde Smart con la tripla dal palleggio, prima che Horford metta in allarme tutto il palazzetto sedendosi dolorante con ancora 10 minuti abbondanti da giocare. Nonostante l’assenza del #15 a sorvegliare il pitturato Boston non riesce a dare continuità alla sua pallacanestro e il palcoscenico se lo prende l’uomo di esperienza: Tabo. Il buon vecchio Sefolosha ne ha viste troppe e non ha intenzione di rimettere in discussione una partita chiusa; segna 7 punti uno dietro l’altro, guida la difesa e chiude definitivamente i giochi. Eppure se l’hanno chiamato per l’All Star Game Isaiah Thomas dovrà pur dire la sua. Prima con la tripla poi con il gioco da tre firma il parziale di 8-0 regalando ancora sei minuti di speranza ai Celtics. Speranze immediatamente dilaniate dal ritorno di Horford, il quale segna il lay-up per poi concedersi la terza tripla di serata a bersaglio che chiude definitivamente i giochi. Apprezza anche Dikembe Mutombo dalla tribuna, l’ex Hawks viene inquadrato spesso perché la squadra di Budenholzer ha ritoccato il record di stoppate in una partita di playoff per la franchigia portandolo a quota 15. Gli ultimi 3 minuti sono di garbage time ma servono quantomeno a certificare la buona prestazione di Terry Rozier, rookie di Boston, che chiude in doppia cifra e almeno lui può andare a casa soddisfatto. Finisce 89-72 per Atlanta, in controllo dall’inizio alla fine la squadra di Budenholzer ha sfruttato la serataccia di Thomas e compagni per portarsi avanti 2-0, situazione che da quando si gioca al meglio delle sette non li ha mai visti perdere. Per Brad Stevens ci sarà da lavorare molto sulla testa dei giocatori, apparsi demotivati e incapaci di alzare il ritmo quando la partita lo richiedeva. Adesso la serie si sposta a Boston e per i Celtics c’è già aria di dentro o fuori.

Tabellino:

BOS: I. Thomas 16 pt, 3 rim A. Johnson 14 pt, 8 rim, E. Turner 12 pt, 5 rim

ATL: A. Horford 17 pt, 5 rim, 5 blk K. Korver 17 pt, 7 rim, J. Teague 13 pt, 6 ast

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