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Iverson:”Non ero un playmaker, ero un killer!”

AI, mai banale, rifiuta di sentirsi costretto nella classica definizione di pointguard. Lui era un killer, e il crossover era la sua arma preferita!

“Non ero una pointguard, ero un killer!” Firmato Allen Iverson da Hampton, Virginia.

Nel giorno del suo ingresso nell’olimpo degli dei, l’ex giocatore dei Philadelphia 76ers ha dichiarato senza mezzi termini di non essersi mai sentito “solo” una pointguard, ma di sentirsi più un killer, un assassino. Come dargli torto d’altronde, il suo famoso crossover negli anni ha mietuto vittime degne del miglior serial killer, tra cui anche il nome più illustre di tutti nel campo della pallacanestro (Michael Jordan, per chi non avesse capito).

Durante l’intervista, Iverson ha anche confessato quale sia stato il miglior complimento mai ricevuto: anche qui, la risposta non è delle più banali:

“Quale è stato il complimento più grande mai ricevuto? Qualsiasi commento di apprezzamento provenisse da coach Larry Brown (suo coach ai tempi dei 76ers)”.

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