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Curry fa autocritica dopo la sconfitta con gli Spurs

Il fenomeno dei Golden State Warriors fa mea culpa per la prestazione sottotono contro San Antonio, assumendosi la responsabilità per un k.o. che brucia

curry

Stephen Curry non si nasconde dietro a un dito e si assume le sue responsabilità dopo la sconfitta dei suoi Golden State Warriors sabato in quel di San Antonio contro gli Spurs per 87-79. L’MVP della scorsa stagione regolare è stato limitato alla grande dalla difesa attuata dalla squadra di coach Gregg Popovich ma a suo avviso doveva fare di più per aiutare i suoi compagni in una serata complicata.

Ecco le dichiarazioni di Curry a Ethan Sherwood Strauss di ESPN.

E’ stata una partita difficile per noi sotto diversi aspetti. In attacco abbiamo faticato parecchio, soprattutto perché non sono riuscito a rendere il nostro gioco più fluido. In generale abbiamo cercato di allargare il campo prendendo diversi tiri da 3 punti, forse troppi. Tanti di questi tiri non sono andati dentro e questo doveva farci capire che era il momento di attaccare di più il ferro piuttosto che tirare da lontano, io in primis. In alcune situazioni ho forzato alcuni tiri da fuori quando avrei potuto andare in penetrazione e cercare tiri a più alta percentuale. Dobbiamo migliorare per farci trovare pronti in vista dei Playoffs. Gli Spurs hanno fatto alcuni aggiustamenti in entrambe le metà campo rispetto alla partita di Oakland, ci hanno messo in difficoltà ma sono certo che ripartiremo alla svelta.

 

Alla sirena finale dell’AT&T Center Curry ha fatto registrare appena 14 punti con pessime percentuali al tiro: 4 su 18 complessivo, 1 su 12 da 3, 2 su 19 coi piedi dietro l’arco se sommiamo i canestri e i tentativi effettuati dall’altro Splash Brother, Klay Thompson. Una gara al di sotto delle possibilità per i Warriors, tenuti appena a 79 punti realizzati, season-low per la squadra NBA campione in carica.

Gli aggiustamenti messi in pratica da Popovich hanno un po’ imbrigliato il gioco tanto spettacolare quanto efficace di Golden State, con l’obiettivo primario di fermare la principale bocca da fuoco della squadra ovvero Curry. In parte la missione di coach Pop è stata completata ma Steve Kerr sarà altrettanto capace di prendere le contromosse adeguate in vista degli scontri futuri, che potrebbero opporre ancora le due super potenze nella finale della Western Conference nei prossimi Playoffs, Clippers e Thunder permettendo.

 

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