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March Madness 2016

Nbareligion. com vi introduce al torneo NCAA 2016. La March Madness sta per iniziare, è tempo che si aprano le danze…

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L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante – Bertrand Russell 

 

Qualora decidessimo di produrci in un discorso avente nella pazzia come punto d’interesse il proprio centro focale, almeno noi appassionati della palla a spicchi, non potremmo che impegnarci in un elogio del torneo NCAA, tanto caro agli statunitensi, proni a supportare la propria alma mater, quanto a tutti coloro che cercano in una parabola di un nanosecondo, in un qualsiasi Davide che abbatte il rispettivo Golia, emozioni che difficilmente il mondo dello sport è capace di veicolare in un arco di tempo così breve e denso: che abbiano pure inizio le danze allora, è tempo di venire rapiti dalla Follia di Marzo, è tempo del Grande Ballo; it’s time for the Big Dance, it’s March Madness time, baby…

 

Nbareligion. Com, come ogni anno, vi invita a seguire insieme questo evento, tenendovi costantemente aggiornati sullo sviluppo dello stesso, proponendovi, di tanto in tanto, schede di approfondimento di alcuni giocatori che vedremo con maggiore interesse questo mese e che troverete in futuro tra i pro della NBA, nella ormai celebre rubrica Road to Draft: rubrica inaugurata quest’anno da Ben Simmons, escluso eccellente di questa March Madness 2016; ci preme per ora portarvi a conoscenza delle coordinate fondamentali che segneranno l’evoluzione del torneo fino al culmine della Final Four a Houston.

Solito inizio scoppiettante con il First Four Round che vedrà l’ingresso definitivo di 4 team nel tabellone del torneo ( 15-16 marzo, Dayton ), si procederà dunque con First Round ( 17-18 marzo ) e Second Round ( 19-20 marzo ) per poi addentrarsi nella fase più calda della competizione con le semifinali e finali dei vari Regional ( Sweet Sixteen ed Elite Eight, 24-25-26-27 marzo ), viatico alla Final Four di Houston che si disputerà il 2 ( semifinali ) e 4 aprile ( Championship Game ) nell’NRG Stadium, l’impianto solitamente utilizzato dagli Houston Texans della NFL.

 

March Madness

credits: www.ncaa.com

 

 

Anche quest’anno non sono mancate le polemiche per quanto concerne inclusioni/esclusioni alla March Madness ed assegnazione dei vari seed: è bene ricordare come ad avere accesso al torneo siano gli atenei laureatisi campioni nei tornei conclusivi delle rispettive Conference ed altri, selezionati nella domenica antecedente l’inizio del torneo NCAA ( il celebre Selection Sunday ) da un comitato preposto a tale scopo, che individua nella nazione le formazioni più meritevoli di avervi accesso secondo criteri quali, per esempio, record vittorie-sconfitte stagionale e “peso” di questo record ( valore degli avversari affrontati ); ogni annata ci troviamo al cospetto di un quantitativo ingente di recriminazioni da parte di atenei che, giustamente o meno, avallano la propria causa di essere meritevoli di una chiamata al torneo, recriminazioni che fanno il paio con quanti si dichiarano scontenti della posizione acquisita nel bracket. Sono diversi infatti i team che, più di altri probabilmente, avrebbero meritato di essere selezionati come partecipanti al Big Dance: tra questi soprattutto St. Mary’s, St. Bonaventure e Monmouth, vero team icona 2015-2016 per le eccellenti performance proposte in panchina oltre che sul parquet.

 

https://youtu.be/bywqDdSZHfw

 

Tra i beneficiari delle decisioni del comitato sicuramente Syracuse, Vanderbilt e Tulsa, protagonisti di una stagione in chiaroscuro, pur con diverse attenuanti ( come per Syracuse la squalifica di 9 partite di ACC inflitta a Coach Boeheim ), che entrano a far parte del bracket grazie a qualche vittoria di prestigio e l’appartenenza a Conference più competitive rispetto a quelle di appartenenza delle sopra citate escluse, trascinandosi dietro una serie di polemiche, perpetrate anche da alcuni luminari della cosiddetta Bracketology ( la “scienza” avente come finalità l’esatta, equa, composizione del tabellone ) come Joe Lunardi di espn.com per citarne uno.

Tra gli scontenti del Selection Sunday va fatta sicuramente menzione degli LSU Tigers, la cui esclusione ( decisamente prevedibile e meritata va detto ) priverà gli appassionati della possibilità di vedere in azione Ben Simmons, papabile prima scelta assoluta al prossimo Draft, al torneo NCAA: esclusione maturata in virtù della stagione disputata ben al di sotto delle aspettative e conclusasi con una vera e propria disfatta ad opera di Texas A&M nella semifinale della Southeastern Conference ( 71-38 ); LSU ha deciso inoltre di rifiutare qualsiasi invito ad altri tornei di post season di minor importanza ( NIT per esempio ) chiudendo di fatti la carriera collegiale di Simmons, che a questo punto sembra non essere più così sicuro di essere chiamato alla posizione numero uno del Draft 2016, qualora, soprattutto, i vari Ingram ( Duke ) e Brown ( California )riuscissero a dimostrarsi decisivi nello svolgimento della March Madness.

 

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Ben Simmons, escluso dalla March Madness

 

Esclusi a parte, desta qualche perplessità anche l’assegnazione dei seed ( teste di serie ) nei vari Regional: la SEC è ben rappresentata con la discussa inclusione di Vanderbilt ed il seed #3 nel West per Texas A&M, ma un altro membro della stessa Conference, Kentucky, ha mosso delle rimostranze per il seed #4 affibbiatogli nell’East Regional; Coach Calipari si è infatti detto felice per le sorti di Texas A&M, dichiarandosi allo stesso tempo perplesso, avendoli sconfitti nella finale del torneo della SEC, di vedersi assegnare un seed che non fosse loro pari o possibilmente superiore. Altre obiezioni simili sono state sollevate da più parti per quanto riguarda le sorti nel bracket di atenei come Michigan State ( personale favorita di chi vi scrive ), Villanova, Virginia o Indiana, il cui seed o l’abbinamento con una testa di serie inferiore ma potenzialmente pericolosa sembrano aver creato diversi malumori, alla luce soprattutto di un cammino stagionale solido e di qualità.

Il discorso riguardante le polemiche sul bracket si propone come un giusto spunto per gettare un occhio più attento alla composizione del tabellone, con le relative favorite e, usando un po’ di immaginazione, provando a definire quali possano essere i Cindarella Team ( le cenerentole che tanto ci fanno sognare, i già citati Davide che possono battere Golia ) di questa March Madness 2016.

 

 

SOUTH REGIONAL

 

Testa di serie #1 per Kansas nel Regional che avrà luogo nel KFC Yum! Center ( Louisville, Kentucky ), casa dei Louisville Cardinals di Coach Pitino: sembra essere la parte di tabellone con il finale più pronosticabile; Kansas ha disputato la stagione più convincente tra tutte le candidate al titolo e, nonostante la sorpresa sia sempre dietro l’angolo, gli abbinamenti che potrebbero vederla coinvolta con il proseguo del torneo fanno ben sperare i ragazzi di Coach Self che sembrano proiettati direttamente a Houston.

Maryland, Arizona, Iowa, Villanova, Miami e California sono degli ottimi team ma dovranno sopravvivere alle insidie di accoppiamenti particolari: la vera sorpresa potrebbe uscire addirittura dell’incontro di First Four valevole per il seed #11 tra Vanderbilt e Wichita State; questi ultimi infatti vantano un roster ricco di esperienza e ben consolidato che bene si espresso nei precedenti tornei NCAA e qualora Baker, Van Vleet e compagni riuscissero a guadagnarsi l’accesso definitivo al tabellone, non è detto che non possano prodursi in qualche “sgambetto” degno di nota, sognando, perché no, l’upset clamoroso ai danni di Kansas.

Da sottolineare come in questa parte di bracket sia presente anche la quattro volte campione Connecticut, che nel corso degli anni ha saputo abituarci ad incredibili ed insperate corse nel torneo: materiale non ve ne è molto ma il cuore degli Huskies è ben noto a tutti i partecipanti al grande ballo.

 

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Perry Ellis, Senior, anima dei Kansas Jayhawks

 

 

WEST REGIONAL

 

Ducks is the name. Sarà infatti l’Honda Center ( Anaheim, California ), casa degli Anaheim Ducks della NHL, la sede del West Regional, che vede ricorrere il nome Ducks anche nella sua testa di serie #1 Oregon: in questo quarto di bracket siamo sicuri che ne vedremo delle belle in quanto i valori in campo non sembrano essere così ben definiti; Oregon è reduce da una stagione strepitosa, sorprendente per certi versi, che l’ha vista infine premiata con un seed #1 nel Selection Sunday, grazie soprattutto alla netta vittoria ottenuta nella finale di PAC-12 a spese di Utah ( 88-57 ), squadra affiatata, ben allenata da Coach Altman, proverà a diradare la nube di dubbi da parte della critica più accanita conquistandosi un pass per la Final Four.

Potremmo assistere a qualche upset sin dal First Round, con #5 Baylor che potrebbe avere non pochi problemi a superare #12 Yale e #6 Texas alle prese con l’ostica #11 UNI, anche se Coach Smart sembra aver dato già in questo suo primo anno una forte dimensione ai suoi Longhorns, papabile sorpresa qualora riuscissero a superare illesi il primo turno.

Fanno parte del West Regional anche #4 Duke, campione in carica, e #2 Oklahoma, vera favorita di questo pezzo di bracket: gli Oklahoma Sooners dispongono infatti di un ottimo collettivo che vede in Buddy Hield ( già trattato da noi di Nbareligion.com ) la punta di diamante, miglior giocatore della stagione fin qui al pari di Valentine di Michigan State; Oregon dovrà inoltre prestare molta attenzione ai #8 Saint Joseph’s Hawks del nostro connazionale Pierfrancesco Oliva, che, una volta passato il First Round contro #9 Cincinnati andrebbero a costituire un’insidia per chiunque fosse costretto ad affrontarli successivamente.

 

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Oregon Ducks, campioni della PAC-12

 

 

EAST REGIONAL

 

Il Wells Fargo Center, Philadelphia, casa dei 76ers e dei Flyers della NHL, sarà il teatro del dipanarsi della Follia di Marzo per quanto riguarda l’East Regional: #1 North Carolina dovrà vedersela con #2 Xavier, #3 West Virginia, #4 Kentucky e #5 Indiana; l’ex ateneo di Her Airness Michael Jordan dovrà sudare le canoniche sette camicie per arrivare indenne alla finale di questo Regional che potrebbe offrire delle sfide davvero interessanti con il suo incedere.

Indiana nel First Round potrebbe soffrire l’esuberanza di #12 Chattanooga e privarci quindi, con un’eventuale sconfitta, di una sfida dal sapore retrò con Kentucky di Coach Cal, che ne ha ben donde di lamentarsi dunque del seed affibbiatogli, come detto in precedenza. West Virginia, nella parte bassa di questo trancio di tabellone, sembra avere tutte le carte in regola per una corsa profonda nel torneo, mentre l’ipotesi più romantica, passibile di poter diventare sorpresa, vive nel seed #9 Providence: con un accenno di mancanza di un fare oggettivo che si rende necessario nel redigere un articolo giornalistico ( l’intento almeno è quello ) chi vi scrive sostiene che sarebbe bello vedere Kris Dunn, stella dei Friars e del prossimo Draft, il più a lungo possibile durante la durata della March Madness; nel gioco ricorda vagamente Dwayne Wade ai tempi di Marquette, che fu vero e proprio trascinatore dei suoi alla Final Four 2003.

 

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Brice Johnson e Marcus Paige, leader di North Carolina

 

 

MIDWEST REGIONAL

 

Lo United Center dei Chicago Bulls sarà la base dello svolgimento del Midwest Regional dove il seed #1 appartiene a Virginia, anche se la favorita d’obbligo sembra essere #2 Michigan State, reduce da una stagione straordinaria ed in grado di schierare il giocatore più versatile dell’intera competizione, quel Denzel Valentine che ha rinverdito ( proprio il caso di dirlo, visto i colori di MSU ) i fasti della tradizione di giocatori All Around del proprio ateneo, Magic e Draymond Green su tutti, viaggiando ad oggi ad una media di 19 punti, 7.6 rimbalzi e 7.6 assist.

Di sicuro interesse la sfida nel First Round tra #6 Seton Hall, una delle sorprese più piacevoli dell’annata, e #11 Gonzaga del giovane Sabonis, sarà interessante inoltre vedere come reagirà #3 Utah, impegnata contro #14 Fresno State. dopo la pesante sconfitta patita da Oregon nella finale di PAC-12: il cammino di Michigan State sembrerebbe tracciato in direzione Houston ma #4 Iowa State, #5 Purdue e #9 Butler potrebbero infastidire notevolmente le due favorite in quel dell’Illinois.

 

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Denzel Valentine, stella di MSU

 

 

Giocatori da osservare in questo torneo ve ne sono molti, detto dei vari Hield, Dunn, Valentine, Ingram e quanti seguono, ma noi di Nbareligion.com seguiremo con particolare interesse, invitando anche voi a farlo, quella piccola porzione di Italia che sarà rappresentata in questa March Madness, facendo i migliori auguri a Ryan Arcidiacono ( Villanova ), Pierfrancesco Oliva ( Saint Joseph’s ) e Giacomo Zilli ( UNC Asheville ) affinchè possano coltivare il più a lungo possibile questo sogno che è il torneo NCAA.

Per chi avesse voglia di cimentarsi e divertirsi con la compilazione del bracket, gioco che appassiona milioni di statunitensi e non, vi proponiamo il link per redigere il proprio su ncaa.com ed espn.com.
Buon divertimento e buona March Madness a tutti gli appassionati, vi terremo aggiornati.

It’s Time to Dance…

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