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Kevin Love: “Non ho neanche ascoltato le altre offerte durante la free agency”

Kevin Love ritorna con alcune dichiarazioni sulle motivazioni che lo hanno portato a decidere di restare a Cleveland anche in questa stagione.

Love

Quando si parla di free agency possiamo distinguere tra due tipologie di giocatori. La prima corrisponde a quei giocatori che sono indecisi fino all’ultimo giorno disponibile sulla destinazione da scegliere, se andare o restare. Nella seconda invece sono presenti coloro che il 1° luglio hanno già ben chiara la squadra con cui disputeranno la stagione successiva. Sentendo le ultime dichiarazioni rilasciate da Kevin Love non abbiamo dubbi sulla tipologia a cui lui appartiene:

Mi hanno chiamato parecchie squadre ma non le ho neanche prese in considerazione. Naturalmente quando diventi free agent ci sono parecchie cose a cui pensare. Puoi andare dove vuoi, vivere dove vuoi, essere vicino alla tua famiglia quanto vuoi. Ma questi sono ragionamenti che riguardano soprattutto il primo anno di free agency, che è nettamente il più difficile. Io ero consapevole che in questa squadra sarei stato in grado di competere per l’anello ogni singolo anno. Ho parlato con Lebron per capire che percorso avremmo potuto affrontare insieme nelle prossime stagioni. Il risultato della conversazione è stato che alle 00.01 del 1° luglio ero al telefono con David Griffin (GM dei Cavaliers, ndr) e il 9 luglio ho firmato“.

Love non ha addirittura dato la possibilità alle altre squadre di discutere con lui, neanche al telefono. La motivazione principale è che nessun team gli avrebbe dato più possibilità di Cleveland di arrivare alla conquista del titolo:

Se devo dire la verità, io con le altre franchigie non ho nemmeno parlato. Le squadre interessate a me hanno contattato il mio agente, ma io non ho voluto rispondere a nessuno. Le persone non capiscono che quando qualcuno dice di avere già deciso, ha effettivamente già deciso (a meno che non ti chiami DeAndre Jordan, ndr). Il pensiero che attraversava continuamente la mia testa era che nessun’altra sistemazione mi avrebbe dato più probabilità di vincere di questa. Sì, sarei potuto andare in altri team e avere la certezza di segnare 25-30 punti di media e raccoglie 15 rimbalzi a partita. Ma sono rimasto a Cleveland perchè sono sicuro che nella seconda stagione le cose andranno meglio“.

 

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