Klay Thompson: “Non sono stati i Bucks a limitarci, abbiamo solo sbagliato dei tiri.”

Klay Thompson: “Non sono stati i Bucks a limitarci, abbiamo solo sbagliato dei tiri.”

Thompson poco rispettoso dopo la sconfitta con i Bucks

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I Golden State Warriors hanno interrotto la propria striscia di vittorie consecutive – che era aperta dall’inizio della regular season – e si sono fermati “solo” a 24. I Bucks di coach Jason Kidd e del trio Monroe-Parker-Antetokounmpo (58 punti in tre e tripla doppia per Giannis) sono riusciti a imporre la propria pallacanestro e la propria fisicità, costringendo i Warriors a percentuali dall’arco decisamente sotto il par (23% a fine partita). Draymond Green ha riconosciuto l’eccellente lavoro fatto dalla difesa dei Bucks, mentre Klay Thompson ha rilasciato dichiarazioni ai limiti della spavalderia:

“Non sono stati i Bucks a limitarci, abbiamo solo sbagliato dei tiri. Nessuno è in grado di limitarci.”

 

Al di là dell’indubbia sufficienza insita nell’affermazione, a Thompson premeva rimarcare come i Warriors abbiano approcciato il match con i Bucks in una congiuntura fisico-tecnica non favorevole: il doppio overtime di venerdì, disputato con degli indemoniati Boston Celtics, ha lasciato la squadra in riserva di energie. Nondimeno, non riconoscere il buonissimo lavoro difensivo fatto dai Bucks potrebbe rivelarsi una scelta, comunicativamente parlando, non proprio felicissima. Sin qui i Warriors sono stati un modello sportivo e comportamentale, un team contraddistinto da grande fiducia e consapevolezza nei propri mezzi, ma che mai si era spinto a superare il segno del rispetto nei confronti degli avversari. Si sa che i vincenti stufano presto e non impiegano molto a farsi dei nemici; se Thompson ha intenzione di fornire motivazioni gratuite alle squadre avversarie, non deve far altro che continuare a rilasciare dichiarazioni al limite come quella riportata sopra.

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