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76ers sempre peggio, sconfitta storica con gli Spurs

Contro San Antonio un passivo di 51 punti che ne fanno la peggior sconfitta casalinga nella storia della franchigia per i Sixers, al 21esimo k.o. stagionale

76ers

I Philadelphia 76ers continuano a scrivere la storia in negativo: nella notte sono stati battuti tra le mura amiche dai San Antonio Spurs per 119-68, con un margine record di 51 punti di scarto che rendono questo k.o. la peggior sconfitta casalinga di tutti i tempi per quanto riguarda la franchigia della Pennsylvania.

Una sorta di allenamento per gli Spurs che si sono permessi il lusso di far riposare Tim Duncan, Kawhi Leonard e Manu Ginobili, tre pezzi da novanta il cui mancato impiego non ha influito sull’esito della contesa a favore dei texani. Top scorer per gli ospiti LaMarcus Aldridge che chiude con 26 punti, 9 rimbalzi e solo 4 errori al tiro a fronte dei 15 tentativi. Doppia cifra anche per Tony Parker con 12 punti e Jonathon Simmons a quota 14.

Nel garbage time spazio anche per il progetto serbo di San Antonio, ovvero il centrone Boban Marjanovic che ha beneficiato degli avversari allo sbando per mettere a referto 18 punti con 10 tiri. Per i 76ers tre giocatori con 13 punti sul tabellino – Robert Covington, Nerlens Noel e Nik Stauskas – e 10 per Jahlil Okafor, al rientro dopo la sospensione ricevuta a causa delle sue scorribande serali: per il resto, il nulla cosmico.

Una figuraccia dietro l’altra per i 76ers, che aggiornano il loro non invidiabile record a una sola vittoria contro 21 sconfitte: una stagione disastrosa, un’agonia tecnica che purtroppo è ancora lontana dalla conclusione. In prima fila a bordocampo al Wells Fargo Center, era presente anche Jerry Colangelo, appena nominato presidente delle operazioni per cercare di rimettere ordine all’interno di una franchigia che appare in confusione totale.

I 76ers ora sono attesi da impegni con squadre della Eastern Conference: giovedì in trasferta contro i Brooklyn Nets, venerdì in casa contro i Detroit Pistons e domenica per chiudere la settimana visita ai Toronto Raptors. Che ci sia la possibilità di risollevare la testa? Lo auguriamo almeno al povero coach Brett Brown.

 

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