Jahlil Okafor ancora nei guai

Jahlil Okafor ancora nei guai

Svelati altri episodi negativi che lo hanno coinvolto nel mese di ottobre, prima della celeberrima rissa di Boston

Jahlil Okafor

Dopo la ormai celeberrima rissa di Boston che gli ha fatto guadagnare le prime pagine di tutti i portali online NBA, ecco svelarsi piano piano altri piccoli/grandi avvenimenti antecedenti il triste “incontro di boxe” di giovedì notte.

Tre settimane fa, infatti, il lungo dei Philadelphia 76ers è stato fermato dalla polizia per eccesso di velocità: stava viaggiando a 173 chilometri orari sul Ben Frankin Bridge, dove il limite massimo recita 65 kmh.

Ma non è finita qua, la scelta numero 3 al draft scorso, si è scoperto che nel mese di Ottobre aveva rischiato la morte proprio a Philadelphia, a causa di una (ennesima) lite al di fuori di una discoteca: Okafor colpì una persona con un pugno nel parcheggio del nightclub, prima che due uomini gli puntassero una pistola in faccia. La polizia sta ancora investigando.

Sicuramente non basteranno le dichiarazioni della scorsa notte dello stesso giocatore di Phila (“è stato qualcosa del quale sono molto imbarazzato, è stato molto stupido”) per giustificare i comportamenti di un professionista che deve rendere conto, voglia o non voglia, al pubblico NBA e alle restrittive regole comportamentali della lega. Il record negativo dei 76ers, ora come ora, sembra essere l’ultimo dei suoi (tanti) problemi.

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