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Detroit Pistons

Detroit Pistons Preview: un nuovo inizio?

I Detroit Piston quest’anno sono stati plasmati ad immagine e somiglianza del loro allenatore, Stan Van Gundy: un centro dalle enormi potenzialità e 4 esterni pronti a sparare da oltre l’arco. Basterà per tornare ai playoff?

Durante il suo primo anno a Detroit, pur forte del ruolo di President of Basketball Operations, Stan Van Gundy non è riuscito a imprimere ai Pistons la spinta per una definitiva svolta. Sfumato l’esperimento del trio Drummond-Monroe-Smith e passata un’estate a ricostruire il roster secondo la propria visione di gioco, Van Gundy ha l’occasione di riportare una mentalità vincente nella Motor City. Il record finale dello scorso anno, 32-50, ha lasciato l’amaro in bocca.

Credits tp: dreamstime.com

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Credits to: stadiumjourney.com

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MERCATO

IN: Aron Baynes (San Antonio), Steve Blake (Portland), Reggie Bullock (Phoenix), Danny Granger (Phoenix), Darrun Hillard (rookie, Villanova), Ersan Ilyasova (Milwaukee), Stanley Johnson (rookie, Arizona), Marcus Morris (Detroit).

OUT: Caron Butler (Sacramento), John Lucas III (Free Agent), Quincy Miller (Brooklyn), Greg Monroe (Milwaukee), Tayshaun Prince (Minnesota) and Shawne Williams (Free Agent).

QUINTETTO BASE

Base

Andre Drummond – Ersan Ilyasova – Marcus Morris – Kentavious Caldwell-Pope – Reggie Jackson

Caldwell-Pope avrà raggiunto la maturità necessaria per uno spot in quintetto? In caso contrario sarà pronto a partire dalla palla a due il ben rodato Jodie Meeks. Nell’eventualità di un’altra maturazione particolarmente veloce – quella del rookie Stanley Johnson – si potrebbe azzardare una sua presenza in quintetto, con partenza dalla panchina per Morris (magari verso la fine della stagione).

PANCHINA

Panchina

Aron Baynes – Anthony Tolliver – Stanley Johnson– Jodie Meeks – Brandon Jennings

Brandon Jennings ha già dichiarato che al ritorno dall’infortunio sarà pronto a fare da backup al neoacquisto (strapagato) Reggie Jackson. Niente patemi? Staremo a vedere se il ruolo di sesto uomo non diventerà troppo stretto per l’ex-Bucks.

PAYROLL

Payroll Pistons

IL COACH

Coach Stan Van Gundy ha finalmente potuto costruire una squadra seguendo i propri piani, iniziando già durante la scorsa stagione. Via quindi Josh Smith e Greg Monroe, dentro Reggie Jackson, Ersan Ilyasova, Marcus Morris e Aron Baynes. Sull’asse centro/PG pioveranno pick’n’roll, grazie agli interpreti protagonisti Drummond-Jackson e ai comprimari Baynes-Jennings. La vera sfida per Van Gundy, però, sarà la stessa dello scorso anno: creare un gruppo vero e portare la giusta dose di mentalità vincente a questi Pistons. Un allenatore con un record personale di 403-258 in carriera ha tutte le carte in regola per farcela.

GIOCATORE CHIAVE ATTACCO 

Durante le 27 partite con i Pistons nel finale della scorsa stagione, Reggie Jackson ha messo a referto 17.6 punti e 9.2 assist a partita. Un altro dato? Lo stipendio di Jackson è molto simile a quello dell’All Star John Wall. I Pistons sperano di aver speso bene i propri soldi. Van Gundy ha affidato a Jackson le chiavi dell’attacco, nella speranza che i numeri visti durante quell’ultimo terzo di stagione possano essere proiettati sulle 82 gare.

GIOCATORE CHIAVE DIFESA 

Arriverà finalmente la consacrazione di Andre Drummond a stella della NBA? Il potenziale è sotto gli occhi di tutti e potrebbe valergli la convocazione all’All Star Game. Per quel che riguarda la difesa, Drummond è una forza della natura. Andre, però, dovrà aiutare in maniera massiccia la propria squadra, con un salto di qualità anche sul lato offensivo. Protezione del ferro e rimbalzi sono (e devono essere) il suo pane quotidiano. Ora che in questi compiti non è più spalleggiato né da Smith né da Monroe, Andre – con un po’ di impegno – potrebbe pensare di insidiare DeAndre Jordan per quanto riguarda le classifiche individuali di rimbalzi e stoppate. Staremo a vedere.

RIVELAZIONE 

Dopo buoni miglioramenti durante le stagioni precedenti, Kentavious Caldwell-Pope è atteso a un livello ancora superiore. Durante l’estate ha lavorato sul ball handling, per creare di più dal palleggio (l’idea è quella di alleggerire il lavoro di Reggie Jackson). Se oltre a questo aspetto migliorerà anche il tiro da fuori, Caldwell-Pope avrà il posto in quintetto cementato, con buona pace di Meeks e Jennings.

MIGLIOR COMPRIMARIO 

Con l’energia di Jackson e Drummond a disposizione di Van Gundy, verosimilmente vedremo un attacco basato sui pick’n’roll fra i due. Nei momenti in cui Jackson sarà in panchina a prendere fiato, il lavoro potrà essere continuato senza grossi problemi da Brandon Jennings, posto che dopo il comeback dall’infortunio torni ai livelli dei tempi migliori. Menzione speciale per il veterano Steve Blake, che può portare equilibrio, esperienza e saggezza, in uno spogliatoio che nella scorsa stagione ha dimostrato di essere parecchio caotico.

Credits to: sport.yahoo.com

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MIGLIOR INNESTO 

Ersan Ilyasova è lo stretch-four tanto caro al sistema di gioco di Van Gundy. Monroe e Smith non rispecchiavano a sufficienza le idee dell’allenatore. Lasciati dunque salpare verso altri lidi i due sopracitati, sono arrivati a Detroit il turco e Marcus Morris, atleti più congeniali allo stile del Coach. L’abilità al tiro di Ilyasova sarà oro colato per l’attacco di Motown. Con lui sul parquet in attacco, il campo si apre: Monroe e Drummond, forse troppo simili, rischiavano spesso di intasare l’area. In conclusione, ecco la spalla giusta per il numero 0.

PUNTI DI FORZA

Giovani molto interessanti e in rampa di lancio, che hanno ancora tutto da dimostrare e vogliono far vedere i propri numeri. Jackson in particolare non deve far rimpiangere gli 80 milioni del proprio stipendio. La presenza di una guida sicura e plenipotenziaria come Van Gundy rasserena l’ambiente.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Le scelte operate sul mercato lasciano Drummond come unico baluardo difensivo nello starting five dei Pistons. Non sarebbe neanche da specificare, ma come intimidatore Ilyasova non è Monroe. Jackson può essere un fenomeno, ma non abbiamo ancora abbastanza materiale per escludere che sia un fuoco di paglia… Per il resto della squadra, scarseggia il talento individuale, oppure il talento c’è ma al momento si tratta ancora di materiale grezzo.

MIGLIOR SCENARIO

Drummond si integra bene con i neoarrivati del front court (Baynes, Ilyasova e Morris) e Reggie Jackson ripaga le aspettative; oltre al già citato Ilyasova, anche il rookie Johnson, il cecchino Meeks e un Caldwell-Pope in crescita dimostrano di essere tiratori credibili e solidi, aiutando effettivamente ad aprire il campo. La squadra arriva ai playoff con un record vicino alla parità e saluta tutti al primo turno contro i Cavaliers del caso.

PEGGIOR SCENARIO

La carenza di centimetri si fa sentire in difesa, Jackson si mette in proprio e perde una quantità abominevole di palloni. Drummond non fa il salto di qualità e i tiratori sparacchiano facendo collassare le difese sul malcapitato Andre. Aggiungiamo che in questo quadro la carriera di Ilyasova potrebbe tuffarsi in una parabola discendente; ecco che Van Gundy si ritrova con un record di 20-62 e il contratto stracciato.

SCENARIO REALISTICO

La squadra funziona, gli spazi in campo si aprono e i tiratori bombardano, ma la carenza di stelle e talento non permettono alla squadra di raggiungere traguardi importanti, evidenziando il gap con altre franchigie più solide. I Pistons rimangono a galla, gettando le basi per il futuro, ma fuori dai Playoffs.

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