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Ball don’t Lie, una mostra NBA di successo nel cuore di Milano

Ball don’t Lie è la prima mostra digitale NBA della storia. A Milano, l’ideatore Massimiliano Finazzer Flory, ci ha spiegato i segreti del successo.

Dopo avervi già descritto la nostra visita in un articolo di qualche giorno fa, siamo ritornati in via della Liberazione 9 per farci raccontare i segreti del successo della prima mostra digitale NBA in Italia. Ci spiega tutto l’ideatore e art director Massimiliano Finazzer Flory, che gentilmente si è concesso ai nostri microfoni.

Quale idea di basket sta dietro a questa mostra?

“Il messaggio di questa mostra è triplice, il basket è verita, è matematica atletica e giocata, è un gioco con e contro il tempo. Il basket è integrazione, l’unico sport in cui il bianco vorrebbe essere un nero ed a volte un nero vorrebbe essere bianco. Il basket è anticonformismo perché non ci può essere pareggio, uno sport dove chi perde ha sempre torto.”

Come è stata pensata la mostra e soprattutto quale è il feedback dei visitatori coi quali hai avuto di scambiare due parole?

“Gli archivi digitali possono essere fonte di creatività e ci hanno permesso di creare, insieme alla NBA, il primo museo digitale al mondo. Questa mostra è stata pensata in modo da crescere in se stessa, auto-rigenerandosi e cercando di offrire al visitatore un contenuto di maggiore spessore. Infatti l’utente non si accontenta più di un prodotto esteticamente e soprattutto a livello di contenuto poco valido. Il visitatore dello spazio espositivo cerca, approfondisce, non si ferma alla superficie delle cose. Questo è quello che più mi ha meravigliato, assieme all’enorme successo che la mostra sta ottenendo.”

Secondo lei quale è la ragione del successo che ci ha appena citato?

Gli appassionati hanno una interazione diversa con i contenuti video. L’essere circondati da schermi disposti all-around permette una fruizione del contenuto del tutto nuova. Essere in mezzo ad altri appassionati mentre si ammirano le gesta di MJ ed altri grandi di questo sport cambia la percezione. Non si è più da soli nella propria stanzetta davanti al pc, ma si condivide finalmente la propria passione con altri. Per tutto il week-end tanta gente è stata disposta a restare in fila pur di far parte di questo progetto e di entrare in questo mondo. Aver sfondato quota 10000 visite è motivo d’orgoglio per me e per tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto.

Ultima settimana di esposizione, quali sono gli eventi da non perdere?

In omaggio della visita di David Stern (che avverrà in forma privata nella giornata di Martedì 6 Ottobre, ndr) abbiamo lanciato sui nostri schermi la partita tra Milano e Milwaukee del 1987 dove il protagonista è anche il campo dei Bucks, un’opera pop. Inoltre, sono orgoglioso di poter ospitare, in questo spazio che oramai ritengo familiare, Rick Fox e Brian Shaw (ex-stelle NBA, ndr) sempre nella tarda mattinata di Martedì. Visto il consenso riscosso abbiamo infine deciso di prolungare l’esposizione fino alla giornata di Domenica 11, concedendo un giorno in più a tutti coloro che non hanno ancora avuto il tempo di passare.

 Pietro Caddeo – Michele Ipprio – Simone Ipprio – Stefano Salerno

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