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Eurobasket 2015

Esaurimento nervoso

Alessandro Gentile

Gli spettri di Eurobasket 2013 alla fine si sono materializzati. Tentare di scacciarli ricordando che la Lituania non ha giocato in modo sublime nelle fase a gironi( perdendo contro il Belgio) e non presenta più il roster di due anni fa(senza stretch four come Lavrinovic e Kleiza) li ha rievocati con più forza. Per la seconda volta consecutiva in un campionato europeo, gli Azzurri escono ai quarti di finale, per la seconda volta contro la Lituania.

La strategia dei lituani è chiara già dal primo quarto: attaccare l’area eseguendo una serie di incroci in palleggio e cercare il più possibile Valanciunas nei pressi del ferro. l’Italia tira bene da fuori( 4/8) ma sembra fare di tutto per concretizzare il gameplan degli avversari. Aggrovigliata attorno agli handoff giocati tra Kalnietis e Maciulis, aprono a linee di penetrazioni facili per Kuzminskas. Al termine del primo quarto, la Lituania si trova già a 9/14 da 2, rispettando alla lettera l’ordine di bombardare a tappeto l’area dato da coach Kazlauskas.

Ma i danni più ingenti nella prima metà li hanno subiti da questa situazione:

Il pick and roll centrale ha fatto malissimo alla nazionale italiana dal primo secondo di questi europei. Se poi lo devono difendere con Valanciunas da bloccante, il coefficiente di difficoltà aumenta. Nella clip il Beli decide di passare sopra al blocco per rimanere attacco a Seibutis, ma rimane per mezzo secondo stampato sul blocco di Valanciunas. Quel tanto che basta al play lituano per batterlo in palleggio, formare l’angolo di passaggio e assicurare un comodo assist per Valanciunas.

Valanciunas si è rifatto della prova anonima contro la Georgia, troneggiando con 26 punti e 15 rimbalzi sulle teste degli azzurri. Ha segnato canestri contestati, in alley oop( su inadempienze difensive dell’Italia), triplicato e in fade-away. A rivedere i suoi highlights, sembra un clinic offensivo per lunghi.

La cosa un po’ demoralizzante è rivedere gli stessi erorri da parte dell’Italia. Uno di questi è il mancato aiuto dal lato debole dove accadono i movimenti più cruciali per l’attacco lituano. Quel delicato equilibrio tra il recupero sul tagliante e la rotazione difensiva degli altri 4 non siamo quasi mai riusciti a stabilirlo. Quando la palla scende sotto la linea del tiro libero, l’Italia fatica a riconoscere quando( con che tempi) e come (in che modo) far arrivare l’aiuto dal lato debole.

Ribaltamento, linea di fondo più libera di una pista di atterraggio, a Kuzminskas non resta che tagliare, ricevere l’alley e pigiare la bimane.

Nel secondo tempo è emersa l’altra difficoltà difensiva: contenere le riaperture sul perimetro dopo il primo penetra e scarica lituano. Se la palla usciva una seconda volta dall’area in seguito all’ entrata di uno degli esterni, la difesa saltava( quasi) sistematicamente. Kalnietis ha sfruttato queste occasioni per trovare qualche tiro aperto da fuori. Lui ha fatto 2/4( quando nelle prime sei gare era a 6/29). Ma è stato il riflesso di come si è comportata la Lituania da metà secondo quarto in poi.  11/18 da tre, il 61% da 3. Mai veramente in ritmo per tutto l’Europeo, scelgono il momento migliore ( peggiore per noi) per prendere fiducia dalla lunga distanza.

Non solo ombre in difesa, tuttavia:

Questo scivolamento, più un altro paio di giocate difensive di Hackett, hanno consentito all’Italia di rimanere a contatto fino allo scadere dei regolamentari.

Mettere in ritmo Gallinari è stato più difficile del solito. E’ vero, sarebbe compito della squadra innescare offensivamente il loro primo realizzatore. Ma abbiamo visto in quante occasioni è stato altrettanto efficacie in isolamento, quando mostra la sua incredibile capacità di assorbire e far vedere il contatto( tecnica che ha perfezionato oltreoceano, a Denver) per andare in lunetta. Il Gallo ha segnato 17 punti, ma ha cominciato ad aggredire il ferro soltanto dagli ultimi sgoccioli del quarto periodo.

Bellinelli ha forzato qualche tiro da 3( 27% e 18 punti totali) , ma sono tutte conclusioni che nelle precedenti partite ha saputo mettere contro ogni previsioni e contro ogni legge fisica.

Sarebbe stato bello vedere per più minuti Aradori e Cusin in campo. La freddezza di Pietrone nel dare subito punti alla causa e i canestri da sotto di Cusin sono stati importanti per l’Italia.  Ma Pianigiani non se l’è sentita di togliere Hackett, che ha messo diverse pezze in extremis nella propria metà campo.

E’ stata una partita logorante. Non solo per la decisione di Pianigiani di fare un singolo cambio negli ultimi 15 minuti, ma anche per le energie spese nel favorire il controparziale a metà terzo quarto- con la schiacciata di Bargnani( chiuderà con 21 punti. miglior partita di questo europeo per lui, dal palleggio è più agile di Valanciunas e ha dimostrato di saperlo tenere egregiamente per alcuni possessi) a propiziare la rimonta- e per la stanchezza nervosa di dover giocare l’ennesima partita oltre i tempi regolamentari. La lucidità è cominciata a mancare da ben prima che Gentile scegliesse di infognarsi in angolo a 5 secondi dalla sirena dei regolamentari, con la palla per la vittoria.

La schiacciante vittoria di ieri 85-70 contro la Repubblica Ceca ci proietta al preolimico, scongiurando l’ultima sfida tra le eliminate ai quarti (contro la perdente di Grecia-Lettonia) di oggi. Il sogno di medaglia finisce qui, ma i Giochi olimpici sono un obiettivo ancora alla nostra portata.

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