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L.A. Clippers

Clippers: c’è molto caos all’interno dell’organizzazione di Ballmer

Che i Los Angeles Clippers siano da sempre una franchigia che potremmo eufemisticamente definire “complicata” , è ormai cosa ben nota: una delle voci a noi appassionati di NBA, l’Avvocato Federico Buffa, l’ha definita spesso come “la franchigia più perdente della storia dello sport americano”, pur essendone accanito tifoso.

Tuttavia da qualche anno a questa parte, specialmente con la firma di Chris Paul, le cose sembravano essere diverse per i Clippers e dopo il passaggio della proprietà (causato delle ben note vicende che hanno visto come protagonista Donald Sterling) a favore dell’ex CEO di Microsoft Steve Ballmer si pensava che la franchigia intera potesse fare il definitivo salto di qualità: i buonissimi playoffs disputati nella passata edizione sembravano essere la conferma di tutto ciò.

Invece ecco che il giornalista sportivo Kurt Helin della piattaforma Probasketballtalk ci riporta alcuni importanti dettagli volti a svelare la vera “natura” dell’organizzazione dei Clippers: a quanto pare non ci sarebbero stati sostanziali miglioramenti in merito all’efficienza dell’organigramma agli ordini di Ballmer. Nello specifico è Bill Simmons, personaggio decisamente importante all’interno del mondo sportivo americano che attraverso una serie di tweet ci racconta cosa succede dentro la franchigia californiana, grazie alle informazioni ottenute da alcuni insider:

“Steve Ballmer sembra una brava persona, mentre Donald Sterling è uno dei peggiori esseri umani ad aver posseduto una franchigia sportiva. Avendo chiarito questo, dall’estate scorsa il disastro dietro le quinte dei Clippers di Ballmer è rimasto immutato rispetto a quando c’era Sterling. Ballmer non ha dato alcuna prova di sapere cosa stia facendo e questo è stato il segreto meglio tenuto nascosta in NBA epr circa 15-16 mesi. L’organizzazione dei Clippers è rimasta non funzionale come sempre, non tanto per quello che riguarda la squadra, quanto  per le cose fuori dal campo: c’è una lista intera di cose che non vanne bene”.

Alcune di queste cose le sintetizza  Helin, evidenziando come il contratto di Spencer Hawes, l’arrivo di Austin Rivers -figlio del Coach dei Clippers, Doc Rivers, e soprattutto il caso DeAndre Jordan (con la franchigia che ha offerto un bonus per il suo contratto attraverso una sponsorizzazione da parte della Lexus, mossa che è considera illegale e per la quale sarà multata) non abbiano certo favorito l’immagine dei Clips.

Il problema più ingombrante sembra però essere quello relativo al rapporto tra Doc Rivers ed i piani alti della dirigenza. Per chiarire ciò ci affidiamo questa volta a TMZ Sports che ci riporta questa storia inedita grazie, anche qui, ad alcuni insider:

“TMZ SPors ha parlato con molte fonti interne ai Clipeprs, inclusi i giocatori, che ci hanno detto del problema che c’è intorno alla figura di Gillian Zucjer, presidente delle “business operations”. Per farla breve secondo alcuni giocatori ed alcuni componenti chiave dello staff lei non sta solo pestando i piedi a Doc Rivers, ma sta tentando di creare una vera e propria divisione, lasciando molte persone a chiedersi chi comandi veramente ai Clippers. Ci hanno anche raccontato di come Zucker abbia accresciuto le sue responsibilità anche per quanto riguarda la pallacanestro giocata, essendosi inserita all’interno di cose come  lo sviluppo dei giocatori o le decisioni da prendere a gara in corso, e tutto ciò lascia molte persone perplesse, dato che spesso è in contrasto con Doc”.

Molte grane da risolvere prima dell’inizio della regular season: riusciranno i Clippers ad aggiustare alcuni di questi problemi prima della palla a due che inaugurerà il nuovo campionato?

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