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Eurobasket 2015

Eurobasket, Girone D: Lituania contro tutti

Fino a 25 anni fa un girone come il gruppo D di questo Europeo 2015 non avrebbe mai avuto di modo esistere, perché gran parte dei suoi giocatori avrebbero giocato in una stessa nazionale. Sarà quindi un vero e proprio festival di derby quello che andrà in scena a Riga, capitale della Lettonia, dal prossimo 5 settembre, visto che in questo girone si scontreranno ben 4 rappresentative un tempo legate dall’egida dell’Unione Sovietica, tra cui le tre Repubbliche Baltiche: la padrona di casa Lettonia, l’Estonia, la Lituania e l’Ucraina. Si può parlare di quasi-derby tra ex stati sovietici anche per quanto riguarda la Repubblica Ceca, indipendente ma soggiogata dall’asfissiante influenza di Mosca nel Dopoguerra; completa poi questo girone l’unica infiltrata appartenente all’Europa occidentale, il Belgio, in crescita negli ultimi anni, tanto da essere pesce fuor d’acqua in questo girone solo per mere ragioni geografiche.

 

Sguazzerà invece nelle acque di casa la Lettonia del coach e leggenda locale Ainars Bagatskis, i quali però non paiono avere grosse probabilità di fare tanta strada: la nazionale baltica infatti dovrà rinunciare alla fresca prima scelta NBA Kristaps Porzingis e si presenterà quindi ai nastri di partenza senza poter vantare giocatori che militano oltreoceano. Già nel test match con gli Azzurri dello scorso 14 agosto non è parsa compagine irresistibile, ma la Lettonia rimane una nazionale quadrata e fisica su ben 7 elementi al di sopra dei 2.05, a cominciare dalla colonna portante e veterano del gruppo Kaspar Berzins (2.11); capitano sarà invece un volto noto del campionato italiano, quel Janis Blums visto quest’anno ad Avellino. Su questi due in particolare verranno riposte le speranze di qualificazione, obiettivo minimo della spedizione lettone, che potrà comunque contare sul sempre caloroso pubblico di casa che caratterizza puntualmente le Nazionali di queste latitudini.

 

Potrà contare su parecchi supporter ma anche su una squadra ben più competitiva la grande favorita per la vittoria del girone: ovviamente la Lituania guidata ancora una volta da coach Jonas Kazlauskas. La grande tradizione cestistica lituana, e della scuola di Kaunas in particolare, non viene certo meno in questa edizione della Nazionale, costruita ancora una volta attorno al giovane centro dei Raptors Jonas Valanciunas. Il ragazzo finora non ha mai brillato particolarmente con la divisa gialloverde, ma dopo l’ottima stagione passata nella Lega è chiamato al salto di qualità anche in Nazionale; ad aiutarlo, un gruppo di veterani di sicuro affidamento formato, tra gli altri, dalle certezze Darius Lavrinovic, Jonas Maciulis e Mantas Kalnietis, mentre alla lunga potrebbero pesare non poco le assenze dell’altro NBA lituano Donatas Motiejunas e dell’esterno Martynas Pocius. Una curiosità: forse non farà parte del roster finale, ma tra i convocati spunta anche un cognome illustrissimo come Sabonis, riportato in Nazionale dal figlio del grande Arvydas, Domantas, lungo classe ’96 che ha appena concluso la prima stagione a Gonzaga. Non pare comunque necessaria la presenza di un Sabonis in squadra per vincere un girone che pare ampiamente alla portata della Repubblica baltica di maggior tradizione cestistica.

Jonas Valanciunas in azione con la maglia della Nazionale. (credits: www.rappler.com)

Tradizione molto meno trionfale, ma passione non certo minore, quella dell’ultima delle tre Repubbliche che danno sul Mar Baltico che si ritrovano tutte insieme in questo gruppo D: l’Estonia di coach Tilt Sokk, che come i cugini lettoni (e pure tutte le altre formazioni del raggruppamento che non abbiano la canotta gialloverde) non possono vantare elementi militanti oltreoceano. Ancora una volta allora tutto o quasi nelle sapienti mani di una vecchia conoscenza del nostro campionato come Kristjan Kangur, capitano e bandiera di una Nazionale tornata agli Europei dopo 14 anni di assenza, che proverà a sua volta a passare il turno complice un livello medio non irresistibile delle avversarie (sempre che non abbiano la citata canotta gialloverde).

 

Se per l’Estonia fare meglio dell’ultima partecipazione non pare impossibile (fuori al primo turno con scarti medi di 30 punti nel 2001), sarà invece impresa ardua migliorare il trionfale sesto posto ottenuto la passata edizione dall’ultima Nazionale del girone nata dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, l’Ucraina. Artefice di quel capolavoro, che arrivò superando anche l’Italia, una vecchia conoscenza delle panchine NBA come Mike Fratello, il quale però, dopo aver bissato l’exploit con la prima apparizione della squadra a un Mondiale, non prenderà parte alla spedizione europea. Oltre al coach, sostituito da Yevgen Murzin, la squadra è rimasta orfana di ben 6 di quegli eroi, compreso il naturalizzato Pooh Jeter, e si affida quindi ora al nuovo naturalizzato Jerome Randle, al centro dal passato NBA (peraltro non esattamente glorioso) Krylo Fesenko e al tiratore Olexandr Mishula, tutti e tre già sugli scudi nella rivincita (o riperdita, per i nostri colori) con gli Azzurri a Capodistria. Nonostante questo secondo colpo, gli ucraini paiono ampiamente ridimensionati rispetto alla gestione Fratello, e il passaggio del turno renderebbe già più che positiva la spedizione.

L’Ucraina guidata da Mike Fratello al Mondiale dello scorso anno. Riuscirà a ripetere gli ottimi risultati anche senza il coach americano? (credits: www.vavel.com)

L’obiettivo sarà il medesimo anche per Repubblica Ceca e Belgio, compagini non irresistibili ma che possono vantare qualche freccia interessante nella propria faretra. I cechi ad esempio, che bissano la partecipazione del 2013 sperando stavolta di riuscire a superare la prima fase, vantano un paio di nomi noti nella Lega come Jiri Welsch e Jan Vesely, attualmente ottimi elementi in Europa (soprattutto il secondo, in forza dalla scorsa stagione al Fenerbahce dopo alcune stagioni non del tutto convincenti tra Washington e Denver). Sarà proprio il futuro compagno di Gigi Datome in Turchia la colonna portante della spedizione di una Nazionale dalla storia cestistica non certo magniloquente ma in grande crescita negli ultimi anni.

Crescita ancora maggiore nell’ultimo periodo per l’unica Nazionale senza un passato all’interno del Blocco Orientale, quel Belgio alla terza partecipazione consecutiva e a sua volta privo di giocatori NBA, ma non di ragazzi che militano negli Stati Uniti: come Sabonis junior probabilmente non sarà nei 12 finali, ma il futuro è dalla parte del giovane Emmanuel Lecomte, che gioca a Miami University. Il presente invece è formato da altri due volti noti in Italia come Maxime De Zeeuw, lungo visto a Roma la scorsa stagione, e Jonathan Tabu, fresco d’ingaggio con l’Olimpia Milano dopo le positive esperienze di Cantù e Cremona.

 

Un gruppo D che dunque non pare esattamente forgiato all’interno dell’industria siderurgica, e che sulla carta sembra già sostanzialmente in mano alla Lituania, che bissa così il sorteggio in un girone non impossibile dopo quello avuto al Mondiale dello scorso anno. Salvo tracolli clamorosi, la Nazionale baltica non dovrebbe avere grossi problemi a vincere il girone, mentre dietro, per dirla alla Guido Meda, sarà bagarre: dal secondo all’ultimo posto tutto è possibile, con la Lettonia che pare leggermente avvantaggiata dal fattore campo e dalla solidità di un gruppo già avvezzo a queste gare, mentre l’Ucraina, la Repubblica Ceca e il Belgio sembrano, ai nastri di partenza, più o meno sullo stesso livello e si giocheranno fino in fondo la qualificazione; l’Estonia invece alla vigilia pare la poco invidiabile favorita al ruolo di cenerentola di questo girone D.

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