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NBA News: rinnovato il contratto con l’associazione degli arbitri

Ad oggi 9 agosto 2015 abbiamo visto diversi cambiamenti all’interno della Lega con stelle, gregari, giovani e allenatori che hanno “danzato” da una parte all’altra degli Stati Uniti: ma quelli dei giocatori e dei dirigenti non sono stati gli unici contratti ad essere stati toccati dalla free agency.

L’NBA ha infatti trovato l’accordo per un rinnovo contrattuale decisamente importante, ovvero quello tra la Lega e l’NBRA, ovvero l’associazione nazionale degli arbitri. 

Questo il comunicato riportato dal più importante insider della lega, Adrian Wojnarowski di Yahoo! Sports sul buon esito delle trattative tra le due parti:

“L’NBA e la National Basket Referees Association hanno raggiunto un accordo di massima per un nuovo contratto della durata di sette anni che durerà fino a tutto il 2022. L’unione degli oltre 60 arbitri si incontrerà il 13 Agosto a Chicago per votare sulla rettificazione finale del contratto, stando a quanto ha riportato una fonte della lega a Yahoo! Sports. Le contrattazioni tra l’NBA e la NBRA sono iniziate nonostante l’attuale contratto avesse ancora un anno di durata (ricordiamo che era un contratto quinquennale): il nuovo accordo includerà un sostanzioso aumento degli stipendi per gli arbitri e per lo staff dell’NBA relativo al Replay Center in Secaucus, nel New Jersey, sempre stando a quanto ci ha riportato la fonte”.

Le trattative, stando a quanto apprendiamo dalla pagina sportiva Probasketballtalk, sono state decisamente fluide e non hanno trovato particolari difficoltà durante il loro percorso: nello specifico l’NBA voleva decisamente evitare la situazione cui andò incontro l’NFL, la Lega di Football, quando  nel 2012 per un mancato rinnovo contrattuale con l’associazione degli arbitri  ci fu un lockout, risolto seppur in tempi non eccessivamente lunghi, ma che danneggiò l’immagine della National Football League, ritenuta al tempo incapace di risolvere il problema con metodi adeguati.

Sappiamo come invece l’NBA tenga molto alla propria immagine, come mostrato fermamente durante il caso Donald Sterling e fortunatamente non ci sarà nessun lockout, almeno fino al 2022.

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