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Antoine Walker: “Ho sperperato oltre 108 milioni di dollari, sono in bancarotta”

Nell’arco di una carriera professionistica all’interno di qualsiasi universo sportivo, NBA incluso, i guadagni che un atleta può arrivare a percepire raggiungono cifre da capogiro;  dagli oltre 300 milioni di dollari fin qui incassati da Kobe Bryant, ai 150 circa di LeBron James, ai 154 di Allen Iverson se vogliamo spostarci un po’ più indietro nel tempo, fino ai 290 milioni di Shaq, e tutte queste cifre rappresentano solamente gli stipendi ricevuti dalle rispettive franchigie, cui quindi vanno aggiunti anche sponsorizzazioni ed accordi privati.

Patrimoni con la P maiuscola che sembrano impossibili da dissipare in una sola vita, eppure lo sport è pieno di esempi che a causa dei motivi più disparati, dai guai con la legge a semplici investimenti sbagliati (o addirittura un elevato numero di pargoli da mantenere con tanto di cause legali annesse se vogliamo citare il grande “The Reignman”, Shawn Kemp), sono arrivati a dichiarare bancarotta e raggiungere la soglia del fallimento.

In ultimo questo triste risultato è stato concretizzato da Antoine Walker, veterano di una carriera lunga quasi 16 anni e vincitore dello storico titolo dei Miami Heat del 2006; Walker, come apprendiamo dalla CNN e da Kurt Helin di Probasketballtalk, ha pubblicamente dichiarato di aver dissipato tutti i suoi guadagni di carriera, una cifra vicina ai 108 milioni di dollari. 

Tuttavia Walker ha deciso di raccontare qualche dettaglio della sua bancarotta, che lo ha persino costretto a vendere l’anello rappresentativo del titolo NBA vinto, al fine di servire da esempio agli altri atleti più o meno giovani per quando appenderanno le scarpe al chiodo. Queste le sue parole riportate dalla CNN:

“Mi sono ritagliato uno stile di vita molto costoso; è il primo passo per cominciare a perdere in maniera seria tutti i tuoi averi”.

Non solo lusso però, c’è anche della nobiltà d’animo tra le motivazioni che lo hanno portato al fallimento. Date le se umili origini, Antoine Walker voleva che la sua famiglia e i suoi amici potessero godere della sua ricchezza  e come lui stesso afferma, ha contribuito a migliorare la vita di circa 30 persone, prestandogli denaro spesso senza richiederlo indietro:

“Ho dato a “loro” qualsiasi cosa volessero e li ho viziati. Non puoi permetterti di farlo, alla fine sono diventato una sorta di bancomat aperto per tutta la mia carriera”.

E per concludere, oltre che ad alcuni rumors che vedevano Walker coinvolto in un problema di gioco d’azzardo, anche gli affari extra-cestistici hanno cominciato ad andare male; la sua attività nel mondo del mercato mobiliare, la Walker Ventures con sede a Chicago, collassò durante la recente recessione:

“Siamo rimasti intrappolati nella recessioni, avevamo tonnellate di immobili non sviluppati. Le cose hanno cominciato ad andare male e le banche hanno rivoluto i soldi indietro”.

Dall’esperienza di Walker si vocifera che possa nascere addirittura un documentario: di sicuro auguriamo il meglio al’ex giocatore con la speranza che la sua triste avventura possa essere un esempio per tutti.

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