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Blake Griffin: The Standoff, il Punto Morto

Sto guardando Paul Pierce, squadrandolo, cercando una risposta. Lui sta guardando J.J. Redick. J.J. sta guardando me. Siamo tutti seduti in cerchio, tenendo in mano i nostri telefoni nell’elegante salotto di DeAndre Jordan. Siamo tutti increduli su come Twitter stia diventando ‘matto’ tra rumors e divulgazioni.

“Chi è la spia?!”

Guardo J.J.

Hmmm. Questo ragazzo non è venuto a Houston in areo insieme al resto della squadra. Lui ha guidato da Austin. 2 ore da solo in macchina? E’ molto tempo per rimanere seduto e tramare. Mi puzza la cosa.

“Sei tu la spia, J.J.?”

J.J. dice che non è lui. Infatti, pensa ci sia qualcosa di sospetto in me. Sono volato un giorno prima rispetto alla squadra per venire a Houston da Los Angeles. Quindi perché avrei dovuto postare foto dalle Hawaii su Twitter? Se lo sta chiedendo: ho qualcosa da nascondere?

“Hai scelto di viaggiare un po’ prima. Sei tu la spia Blake? Sei tu la spia?”

Dico che non sono la spia.

Paul sta guardando… beh, ok, effettivamente Paul ha perso interesse e si è girato a guardare un episodio di Naked and Afraid. Ma adesso J.J. e CP3 mi stanno guardando, gli occhi fissi sul mio delizioso piatto di  filetto di pollo e Taxas Toast ai semi di sesamo dalle fette spesse. Mathias, uno dei nostri assistenti, gira e rigira su una sedia da barbiere nell’angolo della stanza e mi punta gli occhi addosso con sospetto.

“Allora come lo sanno amico? Come fa Twitter a sapere dei bastoncini di pollo?”

Aveva fatto punto. Ero scioccato.

Per la maggior parte di mercoledì 8 Luglio tante delle informazioni che venivano dai social media sulle discussioni del contratto di DeAndre Jordan erano praticamente tutte sbagliate. Quando ci siamo svegliati quella mattina, un po’ dei giocatori e dello staff dei Clippers sono saliti su un autobus per un hotel, per incontrare DeAndre. Era una questione d’affari – il lancio, o ri-lancio in questo caso. Avevo twittato per scherzo una foto delle Hawaii, e qualche emoticon di un aereo, di un elicottero e di un’auto per rispondere al tweet dell’aereo di Chandler Parsons. Ma la verità è che ero già a Houston. DeAndre stava avendo dei dubbi riguardo al fatto di andare a Dallas già dal lunedì.

Per martedì mattina, sapevo che si trovava davvero in difficoltà riguardo a questa cosa. Lui non voleva far arrabbiare la gente, ma posso dire che il suo cuore non era “dentro”. Ci scrivevamo ogni giorno. Non è sempre una cosa che riguarda il basket. Per la maggior parte riguarda la vita. Sono suo amico sopra a tutto il resto. Ho buttato qualche vestito in valigia, ho fatto una corsa al LAX e ho preso il primo volo per Houston. La mia intenzione non era andare lì e vendere DeAndre ai Clippers. Ci siamo promessi l’un l’altro tanto tempo fa che non avremmo mai fatto una cosa del genere. Volevo solo essere lì per il mio amico, e starlo ad ascoltare.

Quando siamo andati a cena martedì sera – giuro su Dio – abbiamo parlato di basket per cinque minuti probabilmente. Non volevo mettergli pressione. L’avrebbe fatto sentire strano. Sai com’è con i tuoi buoni amici. Gli ho solo detto perché pensavo che andasse così bene a L.A., poi ho detto “Ascolta, bello, qualsiasi cosa tu voglia fare, sarò ancora tuo amico.” E lo pensavo veramente. Alla fine dei giochi, siamo tutti esseri umani. Il tutto è molto più complicato che scegliere una maglia. C’è ogni tipo di pressione dagli amici, dalla famiglia, dall’agente e dalle persone che tu vorresti soltanto rendere felici.

DeAndre voleva solo fare chiarezza e parlare con tutti – che è qualcosa che avremmo dovuto fare un mese fa, ma questa è la vita. Qualche volta non dici ciò che deve essere detto. Era previsto che tutti quanti venissero a Houston il giorno dopo per un incontro. Siamo tornati a casa di DeAndre e abbiamo guardato Shallow Hal  sulla tv via cavo (grida Tony Robbins) e quindi siamo andati a letto.

Al mercoledì mattina, quando le emoticons hanno cominciato a volare dappertutto, i titoli erano: I CLIPPERS SCENDONO A HOUSTON. DEANDRE CHIUSO IN CASA. CHRIS PAUL ASSENTE ALL’INCONTRO. MARK CUBAN GIRA PER HOUSTON IN CERCA DI DEANDRE.

Tutte queste notizie erano sbagliate. Mentre la gente twittava “Fonte: i Clippers si incontreranno con DeAndre nelle prossime tre ore” eravamo già tornati a casa di DeAndre e io mi stavo appisolando sul divano guardando una partita di Summer League dei Clippers. Quando mi sono svegliato, un’ora dopo con la bava sul cuscino, il mio telefono era un bagno di sangue di notifiche. La gente stava letteralmente twittando cose come, “DeAndre è un uomo fatto e finito! Smettetela di tenerlo in ostaggio!” e “Dovreste essere tutti arrestati per questo! Sto chiamando la polizia!”

Ad essere onesti l’intera faccenda era un po’ noiosa. Era come un grande, rilassato, party di famiglia. Qualcuno guardava la tv. Qualcun altro giocava ai videogames. Dopo un po’ sono saltato in macchina e ho guidato senza meta in giro per Houston solo per ammazzare il tempo. Quando sono tornato a casa, ci siano seduti in cerchio aspettando le 11 di sera così che DeAndre potesse firmare ufficialmente. Quello è stato il momento in cui qualcuno ha letto un tweet che ci ha scossi nel profondo.

“Yo… Aspettate. Come fanno a sapere che stiamo mangiando Raising Cane’s?”

Raising Cane’s è un fast-food specializzato in bastoncini di pollo, patatine crinkle cut e Texas Toast. Incredibilmente delizioso. Questa non è pubblicità. Lo adoro. La mamma di DeAndre aveva preso tipo 50 buste di roba per nutrire tutta quella gente che girava per casa. Ballmer ci aveva dato la sua carta di credito ed era stato tipo “Bene, tutto quello che volete ragazzi. Tutto.”

Così, naturalmente, avevamo preso i bastoncini di pollo.

Qualche reporter d’assalto era venuto in possesso di questa informazione cruciale e l’aveva data in pasto ai follower di Twitter. Era incredibile. Impossibile. Come potevano sapere una cosa del genere? Tutti quanti abbiamo guardato in giro per la stanza. La chiamata era venuta da dentro la casa.

Sono volate accuse. Sono stati ispezionati i telefonini della gente. Come alla fine de Le Iene ma in un salotto arredato davvero con gusto e con un pugno di ragazzi in tuta. Alla fine abbiamo deciso tutti di mangiare altro pollo e lasciar correre. Era solo un grosso scherzo per passare il tempo. Stavamo cominciando ad impazzire dopo nove ore chiusi in casa.

Alle 11.01 di sera, qualcuno è entrato con le carte del contratto e DeAndre ha firmato. Ci siamo scambiati abbracci virili. Poi siamo usciti tutti per salire sull’autobus che ci aspettava per portarci in aeroporto. Mentre me ne andavo mi voltai verso DeAndre. Sembrava felice per la prima volta da un po’ di tempo. Gli ho detto tipo “Beh, è stato pazzesco. Almeno adesso sai quanto ti voglio bene. Ho corso per il LAX come un pazzo per te, fratello. Non parliamone più.”

Siamo saliti sull’autobus. Ballmer ha detto qualche cosa. Doc ha detto qualche cosa. Poi tutti ci siamo soltanto guardati negli occhi l’un l’altro e abbiamo annuito come a dire, OK, facciamolo.

Scritta da Blake Griffin

LEGGI LE MOTIVAZIONI DI DEANDRE JORDAN IN UN ARTICOLO SCRITTO DA LUI

TRADOTTA DA “PLAYER’S TRIBUNE”

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