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NBA 2016, Adam Silver cambia titoli divisionale e moratorium

E’ finita da meno di un mese la stagione 2014/2015, che ha visto trionfare i Golden State Warriors dell’MVP Steph Curry, ma già si discute animatamente su come sarà il campionato NBA 2015/2016: e il commissioner Adam Silver potrebbe mettere mano fin da subito ad alcuni elementi controversi della stagione appena conclusa.

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Dopo un incontro dell’assemblea dei proprietari NBA svoltosi ieri a Las Vegas, l’ex delfino di David Stern ha ventilato un notevole cambiamento riguardante il peso dei titoli di divisione. La vittoria di una delle sei Division infatti fino alla scorsa stagione assicurava un posto ai playoff tra le prime 4 a prescindere dal record, il quale poi sarebbe comunque stato considerato nell’attribuzione del fattore campo: emblematico nella scorsa stagione il quarto posto a Ovest di Portland, vincitrice della Northwest Division con un record di 51-31, e il quinto di Memphis, 55-27 e secondo posto nella terribile Southwest. Nei playoff il fattore campo è andato ai Grizzlies, che hanno infatti eliminato facilmente i Blazers, ma è stato l’intero tabellone playoff a Ovest a risultare così sfalsato: la franchigia dell’Oregon avrebbe avuto il sesto record assoluto e avrebbe quindi incontrato i Clippers se non fosse balzata al quarto posto per il titolo divisionale.

E’ proprio questa la variazione indicata da Silver: per essere ufficiale dovrà essere notificata da una votazione questo autunno, ma l’idea di base sarebbe che a far fede possa essere solo il record finale stagionale: ciò garantirebbe maggior valore al cammino svolto in regular season a prescindere dalla Division più o meno complicata a cui una franchigia appartiene. Dall’altro lato potrebbe significare potenzialmente l’esclusione totale delle rappresentanti di una Division non particolarmente competitiva: già la passata stagione la Northwest ha mandato solo gli stessi Blazers ai playoff, a fronte delle 5 squadre su 5 componenti della Southwest. Ma questa modifica pare comunque inserirsi nell’ambito dell’orientamento verso la limitazione degli squilibri “regionali” all’interno della Lega di cui da lungo si dibatte e da sempre tema molto sentito da Silver.

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Il commissioner ha poi parlato di altri argomenti e ulteriori riforme, riguardanti la CBA, il sempre discusso fallo intenzionale e l’attualissimo periodo di moratorium. Per quanto riguarda la lega minore, che ha chiuso definitivamente i battenti nel 2009, e per la quale si sta lavorando per una riapertura in seno alla NBA, la situazione sembrerebbe più complicata del previsto e la data prevista per la riaperture dei campionati, il 2017, potrebbe dunque slittare. Di più facile discussione e applicazione invece i regolamenti riguardanti il fallo intenzionale, che qualcuno vorrebbe punibile con il tecnico per l’intera gara, e non per i soli ultimi due minuti. Silver non è dello stesso avviso, giustificando la propria opinione con l’impatto relativo che questa strategia avrebbe nell’economia e nell’interesse della gara e con l’importanza che verrebbe attribuita nell’allenamento sui tiri liberi anche per le nuove generazioni, le quali senza lo spauracchio del fallo sistematico potrebbero non dare troppa importanza a questo fondamentale: non sono quindi previsti cambiamenti nella regola attuale.

Cambiamenti che invece arriveranno per il cosiddetto periodo di moratorium, quello che va dal momento in cui i free agent possono parlare con le franchigie per i nuovi contratti al giorno in cui questi contratti vengono messi nero su bianco: generalmente si teneva fede alla parola data e raramente si erano viste interferenze agli accordi di massima raggiunti in questo periodo di limbo, ma dopo l’affare DeAndre Jordan Silver pare orientato verso la diminuzione di questo spiraglio di tempo, che passerebbe da 10 a 7 giorni: nel calendario NBA, dall’uno all’otto luglio.

L’ufficialità di tutti questi provvedimenti arriverà comunque con l’autunno, ma pare proprio che questa sarà la direzione che la NBA prenderà nel proprio immediato futuro.

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