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Road To Draft 2015: Kevon Looney

Kevon Grant Looney nasce il 6 Febbraio 1996 a Milwaukee e si appassiona subito alla palla a spicchi grazie al fratello Kevin, maggiore di sei anni, che osserva giocare costantemente, condividendo con lui anche la passione per i Lakers dell’allora giovanissimo Kobe Bryant, di cui prova ad emulare le gesta, come ogni ragazzino statunitense cresciuto nei primi anni 2000. Questa passione, unita ad una dose immane di talento, lo porta ad essere una stella del sistema scolastico nel Wisconsin, facendo incetta di premi e riconoscimenti negli anni dell’adolescenza, alla guida della sua Alexander Hamilton High: giocatore dell’anno nella Milwaukee City Conference da Sophomore ( 20.9 punti, 8.6 rimbalzi, 2 assist ), trascinatore di una squadra mediocre alla finale di Conference nell’anno da Junior ( 26.1 punti, 12.4 rimbalzi, 7 stoppate e 3.1 assist ) e ribalta delle cronache nazionali nell’ultimo anno; è infatti nel suo Senior Year che Looney diventa una stella di prima grandezza nel firmamento delle High School racimolando numeri impressionanti che lo portano ad una quasi quadrupla doppia di media ( 27.9 punti, 12.7 rimbalzi, 7 assist e 8 stoppate ), numeri che gli valgono lo status di McDonald’s All-American ( secondo nella storia delle scuole di Milwaukee, sesto nella storia del Wisconsin ) oltre che la totalità dei riconoscimenti attribuiti da vari enti e testate al miglior giocatore dello Stato. E’ bene sottolineare come queste medie impressionanti siano state frutto di un giocatore che, nonostante fosse il più alto della propria squadra, ha rivestito in pratica tutte le posizioni di gioco, consolidandosi come playmaker nell’ultima stagione.

La possibilità di essere un giocatore All-Around e le strabilianti stagioni nel Wisconsin lo portano all’attenzione delle maggiori università statunitensi ed alla fine la scelta di Looney ricade su Coach Alford ed i suoi UCLA Bruins, questo dopo un serratissimo reclutamento che vede il ragazzo del Wisconsin fare la sua scelta senza consultazione alcuna, spiazzando tutti gli addetti ai lavori: oltre il Sole della California pare che ad aver convinto il ragazzo di Milwaukee fosse stata la possibilità prospettatagli da Alford di poter giocare in ambedue le dimensioni offensive, non limitandone il gioco solo dentro l’area in quanto dotato di un corpo prettamente da ala grande ( un po’ come avvenuto con Kyle Anderson, ora uno Spurs, nei Bruins dell’anno precedente ). La stagione dei Bruins, in linea con le ultime annate, vive di alti e bassi, ma Looney riesce a consolidarsi come un talento emergente, sicuro di una chiamata al primo giro del Draft 2015: strabiliante è quanto riesce a mettere in mostra soprattutto nella prima parte di stagione, al debutto contro Montana State ( 20 punti, 9 rimbalzi e 3 assist ) e nelle successive partite quando, racimolando 4 doppie doppie nelle prime 5 partite, stabilisce un record per UCLA; chiude la stagione ( conclusasi alla Sweet-16 del torneo NCAA ) a 11.6 punti e 9.2 rimbalzi di media, frutto anche di 15 doppie doppie messe a referto, il maggior numero per un Freshman in questa stagione, classificandosi tra i primo anno come secondo rimbalzista. Di rilievo la prestazione contro Stanford, al termine della quale, dopo due supplementari, lo score di Looney recita 27 punti e 19 rimbalzi.

 

 

PUNTI DI FORZA
Fisico straordinario ( 2.06 metri, 100 kg ) coordinato da una straordinaria propensione naturale al rimbalzo ( sia difensivo che offensivo ), dove emerge a livello nazionale tra i primo anno, come detto precedentemente, a questo istinto naturale per i vetri aggiunge inoltre una buona tempistica di elevazione per le stoppate ( poco più di una a partita quest’anno, ma potrà decisamente adattarsi in NBA ). In fase offensiva è un giocatore molto versatile, avendo giocato, appunto, anche da PG in età liceale: sebbene il suo ruolo naturale sia, e sarà, quello della PF, ha ampie possibilità di svariare sul fronte offensivo, cercando con più insistenza vuoi il centro del pitturato, vuoi la parte più estesa dell’area, dove dimostra essere un tiratore non ancora così temibile, ma con ampi margini di miglioramento ed una solida base tecnica qual è l’alto rilascio del pallone in fase di tiro; il passato da PG ne fa inoltre un ottimo passatore, in grado di offrire più soluzioni, anche per i proprio compagni, visto anche l’istinto altruista che ne pervade il gioco, potrà essere inoltre un’ottima soluzione per pick and roll e pick and pop, essendosi dimostrato già quest’anno un buon interprete delle due situazioni di gioco. In difesa sembra avere dei limiti ma ha una forte abnegazione lavorativa, oltre ad essere un ragazzo serio e molto competitivo, e queste sono caratteristiche che i G.M. NBA tendono a tenere in grande considerazione.

 

PUNTI DEBOLI
Necessita assolutamente di mettere su qualche muscolo e più generalmente di aggiungere forza nella parte superiore del corpo perché al livello NBA troverà atleti più pronti della media NCAA e quelli che sono emersi come suoi principali punti di forza ( vedi la predisposizione a rimbalzo per esempio ) rischiano di divenire semplicemente abilità nella media; essendo, inoltre, che la maggior parte della produzione in attacco l’ha messa in mostra nei pressi del ferro, spesso successivamente, appunto, alla cattura di rimbalzi offensivi, dovrà necessariamente essere in grado di rivaleggiare con i “corpaccioni” che girano al piano di sopra. Detto del buon rilascio alto del pallone in fase di tiro, va sottolineato come la stessa meccanica risulti essere ancora decisamente grezza e lenta, caratteristica quest’ultima che può risultare molto dannosa tra i Pro; in un’ottica di un NBA votata sempre più allo “Small-Ball” ed alla massima apertura offensiva del campo, Looney dovrà forzatamente migliorare il proprio gioco perimetrale, anche in virtù del fatto che nonostante una buona mobilità per il ruolo, non possiede una soddisfacente velocità in transizione e contropiede.

PROSPETTIVE
Il ragazzo del Wisconsin sicuramente entrerà nel primo giro di questo Draft, dire dove è molto difficile ma con ogni probabilità il suo nome verrà chiamato tra la scelta #18 e la #25; noi di NbaReligion.com lo abbiamo ipotizzato alla #20 con i Toronto Raptors nel nostro personale MockDraft, l’idea che ne abbiamo ricavato comunque è di un buon giocatore, con ampi margini di miglioramento, con in dote la possibilità, in futuro, di essere identificato come una “Steal of the Draft”. Qualora non fossero i Raptors a sceglierlo, andrà sicuramente in una squadra che necessità di una PF o in altre decise a fare una scommessa per il futuro; il Draft è questa notte e presto tutti i nostri dubbi troveranno risposta.

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