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Road To Draft

Road to Draft 2015: Christian Wood

Quando si parla di NBA Draft, è normale che l’attenzione finisca per girare sempre e invariabilmente intorno a 4/5, massimo 6 nomi. Sono i nomi delle Top 5 picks, di quei cinque giocatori che possono influire da subito nella lega, che possono dire la loro, che possono cominciare il processo di ricostruzione di una squadra. Non è una regola non scritta, ma un processo del tutto naturale: ci si concentra sui nomi più mediatici, più “pubblicizzati”. Degli altri si parla un po’ più raramente, con il risultato di rischiare di dare meno attenzione a giocatori capaci poi di dire la loro all’interno della lega. Nascono così le steal of the Draft, giocatori scelti in basso, che hanno avuto poi una carriera di alto (o altissimo) profilo. Gente come John Stockton (scelta #16 nel 1984) o Latrell Sprewell (scelta #24 nel 1992). Ma questi sono giudizi che possono essere dati dopo. Prima del Draft non rimane che fare attenzione anche agli “altri”. E uno di questi altri è Christian Wood, ala forte di appena 19 anni. Andiamo a conoscerlo.

Christian Wood

Pensando alla California ci vengono in mente molte cose. I Golden State Warriors e l’ultimo titolo NBA, San Francisco, con la baia e il Golden Gate Bridge, Los Angeles, con quella scritta Hollywood sulla collina, invariabilmente risucchiata da un tornado/bruciata da un incendio/distrutta da un terremoto in ogni singolo film catastrofistico made in USA. Ci vengono in mente Bel Air, con le sue ville e, a quelli un po’ più “vecchiotti” le spiagge da sogno del telefilm “Baywatch”, con David Hasseloff e una esplosiva Pamela Anderson. Tra questi panorami da sogno, la California può offrire anche lo scorcio di una città come Palm Springs, adagiata all’imbocco di uno spettacolare canyon. Ed è proprio in questo scenario che, il 27 settembre 1995, nasce Christian Wood. Un ragazzo che si dimostra da subito molto dotato per il gioco con la palla a spicchi, tanto che si guadagna l’attenzione della Findlay Prep, high school di grande tradizione a Henderson, Nevada. Qui diventa parte integrante del team che, nel suo anno da senior (2012-13), ottiene lo stupefacente record di 35-1 (il migliore nella storia della scuola). Tra gli scuot collegiali che lo osservano c’è, più insistente e attento degli altri, quello della University of Nevada Las Vegas, e la scelta di Wood, che evidentemente si trova bene nell’aria arida del deserto, ricade proprio su questa università. Il suo anno da freshman (2013-14) non è certo straordinario in termini di cifre: 13 minuti a partita, con 4.5 pts, 3.2 rbd, 1 blk con il 41% dal campo e l’80% ai liberi. Ma è solo il primo passo, l’ambientamento. La stagione da sophmore vede un’impennata nelle sue prestazioni e nei suoi numeri. 32.7 minuti a partita, con 15.7 pts, 10 rbd, 2.7 blk, 1.3 ass, il 49% dal campo e il 28% da tre. Incoraggiato da questa crescita si dichiara eleggibile per il Draft NBA 2015, ad appena 19 anni. Vediamo meglio le sue caratteristiche.

Punti Forti

Giocatore dalle dimensioni importanti, con i suoi 6 piedi e 11 pollici d’altezza (2.11 m) e i 7 piedi e 2 pollici di apertura alare (2.18 m), Christian Wood si distingue come un’ala versatile, che gioca soprattutto fronte a canestro e con abilità da guardia. Non a caso tra le queste abilità possiamo notare la penetrazione in palleggio dal perimetro, caratteristica più tipica di una guardia che di un lungo. È molto bravo, in questo frangente, a utilizzare la finta di tiro per liberarsi del difensore, che, spesso più grande e pesante di lui, non riesce a inseguirlo, e batterlo sul primo passo. In attacco tende ad affidarsi molto al suo jump shot, il che ne fa un perfetto prototipo di stretch-4, di quelli molto in voga nella lega. Sotto il canestro offensivo è reattivo, bravo a far tesoro di ogni situazione e a mettere nel cesto schiacciate e tap-in. Wood ha una buona applicazione e  dimostra energia a rimbalzo, dove, nonostante la costituzione sottile, è riuscito a mettere insieme buone statistiche in NCAA. Corre bene il campo, soprattutto in transizione, ed è bravo a trovare posizione per concludere gli alley-oop. Difensivamente le lunghe braccia e l’atletismo lo rendono un giocatore abbastanza completo. La sua caratteristica più importante come giocatore è quella, però, di essere capace di salire di colpi quando la situazione lo richieda (l’esempio più lampante sono stati, questa stagione, i suoi 24 punti nella fondamentale partita contro Arizona).

 Punti Deboli

È assolutamente troppo magro per la sua altezza (220 libbre, ossia poco più di 99 kg), e deve sviluppare massa muscolare per essere competitivo a livello NBA, soprattutto per il ruolo di ala forte. Tanto in attacco, quanto in difesa, il post è il suo punto debole più evidente. Letteralmente “bullizzato” dagli avversari anche a livello NCAA, passando al livello successivo rischia di essere cancellato dal campo. A volte a questo problema aggiunge una certa letargia nella lotta per la posizione. Anche il tiro è rivedibile: al di là di una shot selection non sempre impeccabile, anche i suoi jumper e floater non sono esattamente da manuale, nonostante le percentuali di tutto rispetto (49%), mentre sotto canestro è fortemente limitato dai contatti. Dovrà continuare a lavorare sul suo tiro da fuori, che, benché sicuramente migliorato, si attesta ancora su percentuali non proprio esaltanti (28%). Queste ultime devono migliorare se vuole che il tiro rimanga parte fondamentale del suo gioco. Inoltre, se marcato da giocatori più piccoli e veloci, perde tutto il vantaggio derivato dalla sua velocità rispetto agli altri lunghi e viene pesantemente limitato, soprattutto dal momento che non ha ancora la forza, né il gioco in post, necessario a far valere tutti i suoi centimetri di differenza rispetto al suo marcatore. Discutibile anche la sua consapevolezza difensiva, dal momento che tante, troppe volte, si fa cogliere fuori posizione. Wood deve assolutamente sviluppare il suo gioco in post, perché per un lungo è impossibile entrare nella lega senza averne uno. Un altro grosso problema da limare sono le troppe palle perse a partita per un lungo (2.4). I suoi fondamentali a rimbalzo sono un po’ cigolanti, e anche se finora in NCAA le sue pecche non sono state evidenziate, in NBA gli altri lunghi lo massacreranno. Non ha ancora una posizione definita: come power forward deve ancora sviluppare il fisico e il post game, ma è troppo alto, lento e difensivamente ininfluente sul perimetro per giocare da small forward.

Prospettive

Sicuramente Wood è talentuoso, giovane e con ampi margini di miglioramento. Molti aspetti del suo gioco, però, hanno bisogno di essere limati, e deve essere soprattutto lui a trovare la forza di migliorare quell’aspetto del suo gioco, il post e il tiro sotto canestro e nel traffico, che sono fondamentali nella NBA. Le sue potenzialità possono portarlo a essere scelto tra i primi del secondo giro, o addirittura, a sorpresa, tra gli ultimi del primo. Il suo nome ondeggia infatti tra la scelta #30, dei Golden State Warriors, e la #33 dei Boston Celtics. Che cosa possa diventare in futuro è una cosa che debbono determinare lui e il suo coach, ma se dovessimo fare un paragone con un giocatore attualmente in NBA azzarderemmo il nome di John Henson, lungo dei Milwaukee Bucks. Ma noi non vediamo l’ora di poter ammirare lui. Intanto gli facciamo i nostri auguri per il Draft, ormai sempre più vicino.

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