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Playoffs NBA 2015

Golden State-Cleveland Top&Flop Gara-2

TOP

Delly. I numeri non sono niente di trascendentale, 9 punti, 1 solo assist e 7 errori al tiro. Il cuore di Matthew Dellavedova ha però fatto provincia, se non regione. Suoi i due tiri liberi del sorpasso, dopo un avventuroso rimbalzo in attacco. In più, Curry non ha segnato un singolo canestro dal campo con l’Australiano a marcarlo, con quella tenacia ed aggressività che lo hanno eletto idolo dei tifosi di Cleveland.

LeBron. Se si affonderà, non sarà come nel 2011. E’ questo il mantra di LeBron James, che ha tirato malissimo dal campo, 11-35, ma per il resto ha sfornato un’altra prestazione con numeri da capogiro. 39 punti, 16 rimbalzi ed 11 assist, per la quinta tripla doppia in carriera alle Finals, ed un costante attacco del ferro altrui, come testimoniato dai 18 liberi tentati. Le energie sono sempre al lumicino nel finale, ma intanto la grinta e la gioia per questa semi-impresa di Cleveland sono esplose sul suo volto dopo la sirena.

Mozgov. Quarto quarto ed overtime li ha vissuti da spettatore, con Blatt a non sentirsela di rischiarlo contro i quintetti piccoli dei Warriors. I primi 36 minuti, invece, Timofey Mozgov, li ha vissuti da attore protagonista, con 17 punti ed 11 rimbalzi, rivelandosi una vera spina nel fianco degli avversari ed uno dei giocatori più precisi di Cleveland.

Klay. Serata da immarcabile per Klay Thompson, miglior marcatore dei suoi con 34 punti ed incubo della difesa di Cleveland. La prematura uscita nel primo quarto, causa 2 falli, è stato uno dei tanti piccoli momenti-chiave del match, dal quale il figlio di Mychal è comunque riuscito a riprendersi, continuando a crivellare la retina.

Intensità. Non è stata una bella partita, per gli esteti del gioco e gli amanti dei punteggi astronomici, da Western Conference. Ma l’intensità, la durezza e la lotta senza quartiere da parte di entrambe le squadre è stata rimarchevole, a testimonianza della voglia di primeggiare sul palcoscenico più importante del mondo cestistico.

FLOP

Curry. Serata non da MVP per l’MVP. Steph Curry si augura di mettersi presto alle proprie spalle una prestazione da Guiness dei primati al rovescio. Solo 5-23 dal campo, un mesto 2-15 dalla lunga, record questo di errori per una gara di Finale. Ha sbagliato molte scelte, comprese quelle determinanti nel supplementare, subendo anche la fisicità di Dellavedova. Guai a scommetterci contro però in maniera continuativa.

Draymond. Nonostante, proprio come Steph, si sia parzialmente riscattato nell’ultimo parziale ed appendice del supplementare, partita insufficiente per Draymond Green. E’ vero, doppia doppia di ordinanza (10+10), 5 recuperi e 4 stoppate, di cui una spettacolare su James. Tuttavia, l’ala forte di Golden State è stata spesso avulsa dal gioco ed anche abbastanza rinunciatario, come riflette un tabellino da 2 su 7 al tiro.

JR. E’ stato il terzo ed ultimo giocatore di Cleveland in doppia cifra con 13 punti, ma JR Smith è stato autore di una serie di nefandezze non da poco, soprattutto alla voce “falli mal spesi”. I fischietti in grigio non hanno potuto chiudere un occhio sul triplete di contatti assolutamente evitabili, che hanno messo a serio repentaglio la vittoria dei suoi.

Another brick in the wall. Come annunciato in precedenza, non è stata una partita per gli amanti del “bel giuco”. 95-93 il punteggio finale, bassino, a maggior ragione con un extra time in mezzo. Da segnalare la quantità abnorme di errori al tiro, roba forse mai vista a questa altezza nella postseason. 39,8% dal campo per i Warriors, ma Cleveland capace di strappare questo primato, fermandosi al 32,2%. Niente paura però per Golden State: dall’arco hanno fatto peggio dei propri avversari, 22,9% vs 33,3%. Per i punteggi in tripla cifra, magari alla prossima.

Alessandro Scuto

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