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Playoffs NBA 2015

Blatt rivela: “È stato Kerr a permettermi di allenare i Cavs”.

Curiosi, in retrospettiva, i trascorsi comuni degli allenatori delle due finaliste NBA: è stato proprio Steve Kerr, infatti, a dare a David Blatt il permesso di accettare l’incarico di head coach dei Cleveland Cavaliers.

Kerr, appena assunto come capo allenatore dai Golden State Warriors, ha infatti chiesto – poco meno di un anno fa – a Blatt di fargli da assistente. L’ex coach del Maccabi, fresco di vittoria dell’Eurolega, ha accettato l’offerta, per vedersene recapitare subito dopo una ancora più intrigante dai Cleveland Cavs. La squadra di proprietà di Dan Gilbert, dopo il licenziamento di Mike Brown, aveva subito mostrato interesse per il coach israeliano, che però aveva già legato il suo nome a quello di Steve Kerr. Kerr stesso, senza essere tenuto a farlo, ha approvato la richiesta di Blatt, che chiedeva la possibilità di incontrare la dirigenza dei Cavaliers. Blatt, prima di essere assunto dai Cavs, era praticamente già entrato a far parte dello staff dei Warriors.

Undici mesi, tre turni di playoff e un Lebron-monstre dopo, Blatt e Kerr sono sul punto di incontrarsi di nuovo, stavolta come avversari e con un enorme posta in gioco. Entrambi, da esordienti assoluti in NBA, hanno dimostrato di avere la stoffa del grande coach. Blatt, da giovedì prossimo, avrà l’occasione di battere i suoi quasi-datori di lavoro e il suo quasi-allenatore capo e di vincere le Finals NBA.

In merito alla peculiarità della situazione, Blatt ha dichiarato:

“Se la proprietà dei Warriors e Steve Kerr non mi avessero permesso di parlare con i Cavs ora farei parte dell’organizzazione di Golden State. Credo che sia io che Steve abbiamo ottenuto ciò che volevamo: far parte di una franchigia di alto profilo, in grado di vincere il titolo NBA. E ora eccoci qua, ce l’abbiamo fatta, ma siamo uno contro l’altro.”

Blatt e Kerr, oltretutto, sono amici da tempo e sono rappresentati dallo stesso agente. Per loro le Finals NBA saranno ancora più emozionanti. Di certo non si può dire che gli Dei del basket non abbiano il gusto per l’intrigo.

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