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Playoffs NBA 2015

Western Conference Finals 2015: Warriors-Rockets, analisi gara 1

I Golden State Warriors dell’MVP Steph Curry vincendo 110 a 106 si sono aggiudicati il primo punto nella serie di finale delle Western Conference nei confronti degli Houston Rockets di James Harden, in una sfida che ha visto i due leader protagonisti del match.

LEGGI DI PIÙ: Golden State si aggiudica gara 1

Steph Curry ha trascinato i suoi con le sue “solite” conclusioni da tre punti ma anche con due tagli che hanno punito la disattenta difesa dei Rockets e che hanno dato ai Warriors quel vantaggio che Houston non è più riuscita a colmare nonostante l’ultimo asalto che l’ha portata a -2.
James Harden è stato il giocatore a cui, ovviamente, si sono rivolti i Rockets nel momento decisivo della gara, vista anche l’assenza di Howard, tutti i palloni o quasi erano per lui e il Barba si è fatto trovare presente realizzando 21 dei suoi 28 punti nel secondo tempo.
Non a caso 4 delle 5 migliori giocate del match sono del #30 dei Warriors e del #13 dei Rockets.

L’attacco di Golden State in questa sfida, come in tutta la stagione, si è basato su veloce transizione, movimento di palla e giochi per uscite per i tiratori senza dimenticare il pick and roll. La capacità poi di Kerr di “rischiare” abbassando il quintetto con Green da 5 ha pagato, i Warriors sono infatti risaliti dal -16 fino a sopravanzare i Rockets producendo negli ultimi 7′ del 2° quarto 25 punti con 10/17 al tiro e 0 palle perse. Bravi inoltre i Warriors a punire gli aiuti che arrivavano dal lato debole dei Rockets con dei tiri da tre quando si giocava il pick and roll. Importante è stata anche la capacità di sfruttare i miss match in post basso di Livingston, Igoudala e Barnes, bravi a segnare o a scaricare dopo 2 palleggi se non riuscivano a trovare lo spazio per concludere, mentre i Rockets si sono intestarditi nel cercare la conclusione in questa situazione perdendo spesso palla.
L’attacco dei Rockets, oltre a quello già detto per i miss match, si è basato anche lui su transizioni veloci ma più spesso sui pick and roll tra Harden e il lungo di turno oppure sugli 1vs1 di Harden o degli altri trovandosi di fronte il muro di Golden State. Proprio Harden è stato costretto a prendere il 40% delle sue conclusioni dai 3 ai 6 metri dal canestro e aver tolto spesso la penetrazione sull’amata mano sinistra al Barba ha permesso ai Warriors di girare la partita.
Andiamo a vedere la mappa di tiro degli Houston Rockets:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come possiamo vedere Houston ha faticato all’interno dell’area dei tre secondi proprio grazie alla difesa dei Warriors vicino al ferro dovuta sprattutto al quintetto piccolo con Green da numero 5. È stato proprio quello infatti in momento in cui la partita è girata, tutt0 è partito dalla difesa; con Green unico lungo il parziale in 16′ è stato di 47 a 29 in favore di Golden State con cambi sistematici tra tutti e cinque i giocatori in maglia bianca in campo e un’efficace difesa sul pick and roll con il lungo che conteneva la penetrazione e l’uomo del bloccato che tornava rapidamente sul suo uomo e con i compagni di squadra pronti e veloci ad aiutare e recuperare, tutto questo ha portato a recuperi che hanno fruttato veloci contropiedi e transizioni conclusi da Livingston su tutti, autore di 16 punti in 15′ nel primo tempo.
La difesa dei Rockets per i pick and roll ha adottato anch’essa la scelta di contenere la penetrazione con il lungo ma anche se gli aiuti poi sono arrivati con i tempi giusti sono mancati i recuperi che hanno concesso triple aperte alla squadra di casa. Sui blocchi la scelta di McHale è stata quella di inseguire i tiratori ma ciò non ha fruttato l’effetto sperato soprattutto nei confronti di Curry ma anche di Thompson, bravo a leggere la difesa e a rollare verso canestro e ad effettuare palleggio, arresto e tiro. Un’altra cosa da migliorare è la comunicazione in difesa, Houston infatti è stata punita per ben due volte nel finale di partita da Curry, con due tagli che hanno portato 4 punti, proprio per incomprensioni tra i suoi uomini in campo.
Molto per Houston ha contato anche la mancanza all’interno della propria area di Howard che è in forse per gara 2 per la botta subita al ginocchio, un suo recupero sarà fondamentale per la difesa di coach McHale

LEGGI DI PIÙ: Howard in forse per gara 2

Curry e Harden hanno dato spettacolo in questa prima gara della serie e ci si aspetta che continuino su questo livello anche per le prossime sfide a partire da gara 2 di giovedì in una serie in cui i primi due classificati nella corsa all’MVP di quest’anno saranno sicuramente protagonisti.

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