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Playoffs NBA 2015

Top & Flop: Memphis vs Golden State (Gara 4)

Il quarto capitolo di una delle sfide più interessanti di questi Playoffs 2015 è andato in scena ieri notte al FedEx Forum di Memphis, dove i Golden State Warriors dell’MVP Stephen Curry sono riusciti a riagguantare il pareggio nella serie che li vede opposti ai Memphis Grizzlies di coach Dave Joerger, vincendo nettamente la partita per 101 a 84. Si riequilibra quindi il fattore casa, che i Grizzlies erano stati in grado di “rubare” in quel di Oakland, in una serie che ora, sul 2 pari, si prepara a regalarci altre entusiasmanti puntate. Ma prima, andiamo a vedere i migliori e i peggiori di questo match.

MEMPHIS GRIZZLIES

Marc Gasol 6.5: Lo scambio che anni fa portò suo fratello Pau dalle fila dei Grizzlies a quelle dei Lakers sembra essere stato una vera e propria truffa, ma fu proprio in quell’occasione che la franchigia di Tennessee acquisì i diritti su di lui, che all’epoca ancora si destreggiava in Europa. Quello scambio sta pagando adesso ricchi dividendi, con Marc che è diventato a tutti gli effetti una stella NBA e il condottiero di questi Grizzlies. La prestazione di questa notte lo dimostra, con la doppia doppia d’ordinanza (19 pts e 10 rbs) impreziosita anche da 6 ass, 1 blk e 1 stl, che dimostrano come si tratti di uno dei migliori centri attualmente in attività. Però si impappina al tiro e il suo 7/19 costituisce davvero una percentuale troppo bassa per fare la differenza. SPRECONE.

Mike Conley 6: Il giocatore che aveva dimostrato di poter cambiare gli equilibri della sfida contro la migliore della classe, stasera si prende una vacanza e lascia in campo una sua ombra sbiadita. Complice forse la serata magica del suo diretto avversario in maglia Warriors, stasera il #11 non riesce mai a incidere, e segna poco, con percentuali avvilenti (4/15 è davvero troppo poco). Salva parzialmente la serata (e si guadagna mezzo voto in più) grazie a una buona prestazione come assistman, rendendosi protagonista di 7 ass andati a segno. IN BAMBOLA.

Zach Randolph 6.5: Istituzione, giocatore d’esperienza, colonna di questi Grizzlies, anche stasera Z-Bo conferma queste definizioni di se stesso. Bravo a segnare quando richiesto (anche se 12 pts sono pochi per uno come lui), con il 50% dal campo, sempre presente a rimbalzo (11 per lui stasera, per mettere in cascina la doppia doppia), manca però il suo apporto nel gioco di squadra (nessun assist a referto per lui stanotte) e soprattutto si fanno sentire le 4 palle perse, che, se stai affrontando la squadra con il record migliore della lega, sono un dato sanguinoso. SEDUTO.

Tony Allen 5: Del mastino difensivo capace di mettere il freno ai componenti del back-court di Golden State stasera c’è solo la maglia in campo. Incapace di arginare Curry, impotente anche su Klay Thompson, soffre terribilmente per tutti i 15 minuti abbondanti che passa in campo. Il suo apporto alla causa dei Grizzlies è virtualmente nullo, con soli 4 pts messi a referto e un brutto 2/9 dal campo (0/3 dalla lunga distanza, da dove coach Kerr gli fa lasciare sempre il tiro). Se ambisce a mettersi il secondo titolo in bacheca dovrà ricominciare a fare meglio di così. POCO, E MALE.

Jeff Green 6: La serataccia di Allen gli offre l’occasione di giocare tanti minuti (33) pur uscendo dalla panchina. Lui la sfrutta così e così: lontano dal ruolo di miglior realizzatore della squadra che ricopriva a Boston, si prende pochi tiri (8), mandandone a bersaglio la precisa metà. 12 pts alla fine, conditi da 3 rbd e 3 ass. La strada imboccata sembra essere quella giusta, ma bisognerà vedere di salire di livello. COMPITINO.

Courtney Lee 5: Anche lui favorito dai problemi di Allen, stasera poteva tentare di fare la differenza, ma si impantana in una prestazione non all’altezza di quello che ha dimostrato di poter fare nel corso di tutta la stagione e dei Playoffs. Soli 6 pts in 30 minuti, mandando a bersaglio 3 tentativi su 7, non rendono giustizia al giocatore che è. Deve impegnarsi di più se vuole aiutare questi Grizzlies a raggiungere la terra promessa. DA RIVEDERE.

Il tifoso dei Grizzlies 10: A 7 minuti dalla fine del quarto quarto, con Memphis inesorabilmente sotto nel punteggio, viene fuori una delle più belle scene di questi Playoffs. Andrew Bogut stoppa una conclusione dei Grizzlies, Steph Curry afferra il rimbalzo e si invola. Tony Allen e Zach Randolph lo recuperano e lo chiudono in una morsa. Steph sbaglia ma subisce fallo. Dopo il colpo subito, il playmaker di Golden State fa un paio di passi dietro canestro, e qui un inappuntabile tifoso dei Grizzlies, con tanto di maglia con l’orso in bella vista, gli fa un applauso, e gli chiede l’high-five, chiaramente concesso dal #30. Esempio di sportività nel tifo che dovrebbe essere trasmesso, e ritrasmesso su tutti i maxischermi del mondo. YOU THE REAL MVP.

GOLDEN STATE WARRIORS

Stephen Curry 9: L’MVP non parte benissimo. Nel primo quarto sbaglia qualche conclusione, e sembra impreciso e fuori dalla partita. Si tratta soltanto di un’impressione ingannevole. Appena il #30 ingrana la marcia superiore e il suo motore comincia a girare diventa assolutamente irrefrenabile. Colpisce da tutte le distanze, ha un ball handling assolutamente meraviglioso, un tiro da 3 perfetto, e porta la difesa dei padroni di casa al limite estremo della follia. Nella sua partita non ci sono pecche: tira con il 50% (11/22) segnando 33 pts (21 solo nel primo tempo), tira giù 8 rbd, smista 5 ass, perde solo 4 palloni, che sono un nulla rispetto a tutti i possessi che gestisce. È davvero straordinario, delizia per gli occhi, sinonimo di perfezione. GOD ON EARTH.

Draymond Green 7.5: L’ala ex Michigan State porta a casa una prestazione solida e consistente per i suoi Warriors, mettendo a referto 16 pts e 10 rbd. Dopo essere stato una delle rivelazioni di questa stagione, e aver sostituito uno come David Lee, anche in questi Playoffs sta davvero stupendo, dando a Golden State una dimensione di gioco che l’ex Knicks non era in grado di garantire. La sua abilità da tre che costringe l’ala grande avversaria a uscire dal pitturato per marcarlo, aprendo il campo alle penetrazioni dei compagni è uno dei fattori del successo della franchigia di Oakland. Da limare le palle perse, ben 7 questa sera, davvero troppo. TANTA ROBA.

Klay Thompson 7: Stasera non è un cecchino infallibile, e la sua percentuale dal campo non è poi un granché (6/15 al tiro), ma è una minaccia costante per la difesa dei Grizzlies, che non può lasciarlo solo un secondo. A un certo punto del terzo quarto si esibisce per il suo provino da giocoliere, ridicolizzando Tony Allen, girando due volte intorno a Bogut prima di ricevere lo scarico dal centro australiano e infilare la tripla in fadeaway nonostante la difesa del #32 in maglia Grizzlies. PERICOLO PUBBLICO.

Andre Igoudala 7: Il suo apporto dalla panchina è come sempre importante, sostanzioso e di estrema qualità. A tratti è inconcepibile non vederlo in campo da titolare. 11 pts in 24 minuti, tirando 4/6 dal campo, con anche una schiacciata in campo aperto a impreziosire, 4 rbd, 3 ass, 1 stl e non una sola statistica negativa. Quando hai un giocatore del genere in panchina le tue nottate devono essere decisamente più tranquille. BEI SOGNI.

Harrison Barnes 6.5: Il motivo principale per cui uno come Igoudala fa panchina stasera si esibisce in una buona prestazione. 12 pts e 6 rbd, e sostanza in campo. Ma al tiro non va eccessivamente bene (6/14 dal campo, soprattutto 0/4 dalla linea da tre punti) e non riesce a guadagnarsi quasi nessun tiro libero (solo uno, tra l’altro sbagliato). Al di là del risultato fantastico di questa partita, ci sono margini di miglioramento importanti per lui. YOU CAN DO BETTER.

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