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Playoffs NBA 2015

Wizards-Hawks, le pagelle di gara-1

WASHINGTON WIZARDS

John Wall, voto 8. Soffre nel primo tempo quando i suoi Wizards non riescono a rimanere a contatto con gli avversari, ma gioca gli ultimi due quarti in maniera sontuosa chiudendo con 18 punti, 7 rimbalzi, 13 assist, 1 palla recuperata, 3 stoppate e 2 sole palle perse. In questi playoff sta confermando il salto di qualità fatto rispetto alle ultime stagioni e dimostra soprattutto che il jumper dalla media funziona alla perfezione, tant’è che sono i suoi 6 punti consecutivi a tenere a galla Washington nel terzo quarto. La gestione degli ultimi tre possessi offensivi, con due assist per Porter e uno per Gortat, è praticamente perfetta. Trascinatore.

Bradley Beal, voto 7.5. Attacca, difende, lavora per i compagni, lotta a rimbalzo: questa versione di Beal sembra fatta a pennello per giocare di fianco a Wall. I due si intendono a meraviglia e quando uno è in difficoltà l’altro è sempre pronto ad aiutarlo caricandosi l’attacco sulle spalle per qualche possesso. Chiude con 28 punti e +8 di plus/minus, ma il merito maggiore è quello di segnare a ripetizione nel secondo quarto, quando gli Hawks provano ad allungare ma i suoi canestri mantengono viva la speranza dei Wizards. Imprescindibile.

Paul Pierce, voto 8. Altra prestazione di assoluto livello per il #34, che segna i primi 7 punti di Washington e poi si limita ad osservare per gran parte della partita intervenendo del momento del bisogno con una tripla, un assist o comunque una giocata decisiva, vuoi per ricucire uno svantaggio, vuoi per propiziare l’allungo decisivo. In molti pensavano avrebbe dato una bella mano a questa Wizards, ma erano pochi ad immaginare che sarebbe ritornato a livelli come questo. Clutch player.

Nenè, voto 5. L’unica nota stonata in una serata da incorniciare per Washington. Non entra mai in partita, soffre tremendamente Millsap e offensivamente non trova mai la via del canestro. Rimandato.

Marcin Gortat, voto 7. Partenza a rilento, con Horford che lo infastidisce più del previsto limitandolo nel suo punto di forza, il pick’n roll con Wall. Poi però esce il Gortat che abbiamo potuto ammirare già nella serie con i Raptors, solido a rimbalzo, preciso in attacco e lucido in difesa. L’intesa con il playmaker è come al solito stellare ed è lui a segnare il canestro della staffa. Concreto.

Drew Gooden e Otto Porter, voto 7.5. Nelle varie analisi che sono state fatte di questa serie uno dei fattori principali che ha spesso fatto pendere l’ago della bilancia verso gli Hawks riguardava la panchina. In questi playoff, però, Gooden e Porter si stanno dimostrando letali a partita in corso. 12+5 il primo, 10+11 il secondo, e un plus/minus che, con loro in campo, parla rispettivamente di +10 e +11. L’unico dubbio può riguardare la continuità che possono dare a questo genere di prestazione, ma finché giocano in questo modo Washington è temibile anche con il secondo quintetto. Riserve di lusso.

ATLANTA HAWKS

Jeff Teague 5. Il metronomo degli Hawks fatica sin dal primo minuto in marcatura individuale su Wall, accelerazioni e cambi di velocità che gli procurano una grande emicrania, sempre in affannoso recupero. Sia quando viene bruciato sul primo passo, che in situazioni di pick and roll, gli aiuti di Millsap e Horford arrivano, ma Beal e Porter sono pronti sul perimetro ad allargare il campo. Se in gara 6 contro i Nets- pur rimanendo a secco di punti- aveva gestito chirurgicamente ogni possesso, con gli Wizards non è riuscito ad avere lo stesso controllo da fine dicitore dell’orchestra Hawks. E la striscia di cattive percentuali al tiro aperta nel primo turno, continua. 11 punti, 4/14 dal campo( 28.6%) Inconsistente.

Kyle Korver 5. Un tragico quarto periodo da 1 su 7 dall’arco, la solita ottima esecuzione senza palla non basta quando le polveri sono bagnate. E’ lo specchio dei punti segnati di squadra, che decrescono vertiginosamente di quarto in quarto: (37, 26, 20, 15). Nella propria metà campo risulta fin troppo operoso, correndo in aiuto anche quando non serve. Appannato.

DeMarre Carroll: 7. Dopo la sconfitta di gara 6, nella serie contro i Nets, Coach Hollins lo definisce così: “E’ stato l’MVP del primo turno, insieme a Paul Millsap, ci ha bruciato ogni possibilità di segnare, penetrare, passare e prendere rimbalzi”. E se nella propria metà campo non riescono a muoversi insieme, come una maglia tessuta in cinque punti? Le cose si complicano per Atlanta, lo si è visto con due maghi nel far collassare le difese come Wall e Pierce. Carroll ha visibilmente sofferto The Truth( e poi Porter) in single coverage, ma è stato l’unico dei suoi sopra il 50% dal campo. Un primo periodo da elite scorer in cui segna 13 punti con 3 su 4 da fuori. Quinta gara consecutiva con almeno 20 punti segnati, l’ultimo Hawks ai playoff con una verve realizzativa simile è stato Dominique Wilkins, nel 1989. In estate sarà unrestricted free agent e un Three&D in ascesa, non può che acquistare valore di mercato. Bombardiere.

Al Hoford 6. In regular season ha saputo chiudere molto meglio i pick and roll avversarsi rispetto a quanto fatto in questa gara 1. Equivoci nel centro dell’area su chi deve cambiare su chi, per il resto uno dei più positivi dopo Carroll. Corre in contropiede, lotta a rimbalzo( 17 catturati) ed è il playmaker aggiunto in transizione offensiva. Solido, nonostante alcune sviste in difesa. Roccioso

Millsap 5. Si accende e si spegne, per tutto l’arco del match. Recupera un pallone e segna in contropiede prima, arriva tardi in close-out sull’angolo e si fa battezzare dal perimetro dopo. Prende un importante rimbalzo offensivo, si fa banalmente stoppare da Wall. Anche lui ha avuto serate migliori sul parquet, specialmente in termini di precisione al tiro( 15 punti, ma con il 35% dal campo e il 25% da fuori). Ondivago

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