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Playoffs NBA 2015

Top&Flop: San Antonio Spurs – Los Angeles Clippers, Gara 4

Si è giocata Gara 4 in Texas, con i Clippers che hanno abbattuto gli Speroni per 114 a 105 in una straordinaria partita per larghi tratti punto a punto. Nonostante le percentuali al tiro simili che vedono i Clippers con un 53.6% dal campo contro un 44% degli uomini di Pop (27.8 – 23 dall’arco) , sono stati fatali gli errori al tiro nei momenti più concitati della partita da parte degli Spurs, così come gli errori ai liberi nei frangenti chiave, con entrambe le squadre che hanno tirato con oltre il 70% dalla lunetta.  Andiamo però a vedere chi si è meritato un bel voto in pagella e chi invece ha lasciato a desiderare.

SAN ANTONIO SPURS. 

Kawhi Leonard, 7.5. L’ultimo dei Moicani, sforna un’altra prestazione di qualità con 26 punti da ogni parte del campo, con 10 su 19 dal campo e 3 su 6 da 3, due delle quali di seguito. Kawhi non ci sta, non vuole arrendersi, lotta a rimbalzo contro l’impossibile (difensivamente) DeAndre Jordan e inventa anche un passaggio pregevole come quello per Duncan in mezzo all’area e con 3 difensori intorno.Tuttavia questa sera predica nel deserto, in quanto non viene supportato adeguatamente dalla squadra, specialmente dagli uomini usciti dalla panchina, ed infatti gli assist sono solo 5. Si conferma l’uomo più in forma degli Spurs. Leonida.

Tim Duncan, 7. Doppia doppia per il neo 39enne caraibico da 22 punti e 14 rimbalzi. Si conferma eroe del post basso contro praticamente chiunque lo marchi, Jordan, Davis o Griffin e è encomiabile anche la sua prestanza fisica che gli permette di giocare oltre i 37 minuti, due soli in meno rispetto a Leonard di ben 15 anni più giovane. Nel secondo tempo confuso degli Spurs viene risucchiato anche lui inesorabilmente dall’apatia dei compagni, pur mostrando ancora combo spin move + tabellone che ci riportano con la mente ai fasti che furono, ed esce inesorabilmente per il 6 fallo commesso a gara ormai chiusa. Die Hard.

Tony Parker, 6.5. Finalmente la serie rivede, o meglio vede, uno dei protagonisti più attesi, Monsieur Parkér. Il francese gioca 28 minuti mettendo a referto 18 punti, con 7 su 15 al tiro, ma non è solo questione  di statistiche: la tenuta fisica sembra ricostruita del tutto, le consuete penetrazioni e palleggi in area avversaria fanno ben sperare. Ancora da migliorare la distribuzione degli assist con solamente 1 dei suddetti portati a casa, ma la colpa, come detto per Leonard non è soltanto sua. Cala alla distanza ma fa ben sperare per il proseguo della serie. Ben tornato.

Danny Green, 4.5. Inesistente. 0 punti segnati, 0 su 6 dal campo, precisamente 0 su 6 da 3 in 28 minuti di attività. La Mean Green Machine si è inceppata in questa Gara 4 in cui il suo contributo poteva essere fondamentale per allungare sui rivali. Impreciso (a dir poco) al tiro, a volte testardo tentando deep 3s dopo averne sbagliato una a campo aperto, anche difensivamente lascia a desiderare questa sera, con un unico fallo speso inutilmente su Paul (Clippers già in bonus) che questa sera è magico alla lunetta e quindi non fa altro che aggiungere punti allo score. Ingolfato.

Panchina Spurs, 5. Al contrario delle precedenti partite, qui la panchina di Pop non incide. Graffia ma non lacera ci verrebbe da dire, perché nonostante i 34 punti di Ginobili, Diaw e Mills (10, 10 e 14) l’apporto non è decisamente abbastanza dato che il minutaggio è elevato anche per le brutte prestazioni di alcuni titolari, come il “fantasma” Splitter decisamente non pervenuto. Il cuore non manca, l’esperienza neanche e forse non è tutta colpa loro data la semi-perfezione dei Clippers questa sera: il tabellone però recita “sconfitta” ed un’occasione ghiotta mancata  anche da parte loro. Bene ma non benissimo.

 

LOS ANGELES CLIPPERS

Chris Paul, 8.5. Il condottiero di Gara 1 è decisamente tornato ai suoi livelli: 34 punti e 7 assist in oltre 38 minuti di gioco con 11 su 19 al tiro e bel 10 su 10 dalla lunetta. Come al solito non è solo la quantità, ma la qualità delle giocate di Paul che lascia a bocca aperta questa sera, con la palla che nei possessi pesanti è inevitabilmente nelle sue mani fatate. Le ginocchia tengono, e tengono bene a giudicare dai movimenti con i quali si  libera, lasciando li avversari tosti come Mills, e dai quali scaturiscono punti decisivi. La giù citata perfezione ai liberi incornicia una prestazione decisamente perfetta. Spettacolo.

Blake Griffin, 7.5. Ogni gran giocatore ha bisogno di una spalla adeguata e questa sera Blake si fa decisamente trovare prontissimo. 20 punti messi a referto accompagnati da 19 rimbalzi di cui 17 difensivi: praticamente onnipresente. Ha nettamente migliorato il suo repertorio cestistico, lavorando sui movimenti in post e su un miglior attacco al pitturato ed i risultati si vedono tutti, essendo a tratti immarcabile. Le ben noti doti atletiche non anno altro che impreziosire il suo arsenale che, migliorando ancora il jumper, regalerà grandi soddisfazioni a lui ed alla sua squadra. Concreto.

Austin Rivers, 7.Ottimo impatto in stile “playoffs” per la prole di Doc Rivers. Austin si è tolto l’emozione di dosso e , partendo dalla panchina, mette a segno ben 16 punti. Stesso discorso per Paul, è la “pesantezza” delle sue giocate che va sottolineata, come nel secondo quarto in cui mette a referto 7 punti consecutivi in un momento di stallo per i Clippers. Benissimo anche quando Paul, tenuto momentaneamente in panchina per un un problema di falli, fa le veci del’ex New Orleans non facendo sentire la mancanza ed impreziosendo la sua partita con un layup di pregevole fattura tecnico-atletica. Maturato

Redick-Crawford, 6.5. L’uno titolare, l’altro dalla panchina, forniscono punti importanti (17 e 15) ed un solido contributo alla squadra. Mostrano un arsenale ben più variegato delle consuete triple messe a segno, con penetrazioni coraggiose e jumper perfettamente eseguiti che muovono la retina soprattutto quando c’è da soffrire. Precisi

Matt Barnes, 5. Unico neo degli schiacciasassi Clippers di questa gara. Giocatore di grande temperamento…e basta. 4 punti e 4 falli personali che lo limitano a 23 minuti di gioco, che per quanto può dare il 35enne ex UCLA, sono decisamente poca cosa. Barnes non si impone, si stizzisce ad ogni chiamata e cosa ben più grave, è completamente avulso dalla manovra dei Clips: la assoluta mancanza di precisione al tiro fino ad oggi dimostrata non può che inclinare ancora di più il piano su cui la biglia Barnes sta rotolando. La serie è entrata nel vivo ed è assolutamente tempo che il guerriero dalle comunque buone doti tecniche cominci a dare il suo contributo. Disarmato.

austin rivers spurs clippers

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