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Playoffs NBA 2015

Atlanta Hawks – Brooklyn Nets, gara2: le dichiarazioni

Altro tiro, altro giro, altra vittoria degli Atlanta Hawks che, alla Philips Arena, hanno battuto 96-91 i Brooklyn Nets in una partita che si è dimostrata più combattuta del previsto. Le prime dichiarazioni dopo la partita sono del leader di giornata per gli Atlanta Hawks, ovvero Al Horford, autore di una prestazione da 14 punti, 13 rimbalzi e 7 assist: “Dobbiamo essere concentrati fin da ora, non possiamo dare nulla per scontato. E’ come se fosse tutto in bilico, non siamo già qualificati al prossimo turno. I Nets ci stanno dando filo da torcere anche per errori nostri”. E il lungo degli Hawks, uscito malconcio da gara1, racconta ai media presenti le sue condizioni fisiche dopo la seconda partita della serie: “Quando si è alzata la palla a due, stavo bene. Non c’è nient’altro da aggiungere”.

A prendere parole è poi Mike Budenholzer che nel prepartita ha ricevuto davanti al suo pubblico il trofeo di “Coach of the Year”: “Siamo stati fortunati a fare le giocate giuste nei momenti giusti, ma abbiamo sprecato troppo”, ha commentato l’ex assistente di Gregg Popovich. “Ma d’altronde è questo quello che ci si attende dai playoffs: niente è già scritto, bisogna combattere su ogni pallone. Ed è quello che faremo. Difensivamente possiamo ancora crescere durante la serie, ci sono troppe amnesie”. Conclude Paul Millsap che, dopo una deludente gara1, ha giocato una partita da 19 punti e 7 rimbalzi: “Loro sono una squadra talentuosa, possono segnare più dei 91 punti di stasera. Siamo stati bravi a contenere le loro folate offensive, anche se non abbiamo ancora espresso tutto il nostro potenziale”.

Protagonista in casa Brooklyn Nets sono stati invece Jarrett Jack e Joe Johnson. Il primo si presenta ai microfoni dei giornalisti sicuro di sé: “Niente è ancora perduto. Adesso avremo due partite in casa e vogliamo vincerle. Ce la siamo giocata in entrambe le partite qui ad Atlanta, abbiamo perso di pochi punti e oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto l’occasione a dieci secondi di pareggiare e andare all’overtime. Niente è scritto, siamo ancora in gioco. La nostra voglia di passare il turno è la stessa e crediamo fortemente in noi stessi”.

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