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Playoffs NBA 2015

Chicago-Milwaukee Top&Flop Gara-2

Jimmy. Inutile girarci attorno, stiamo assistendo alla nascita di una nuova stella. Sì perché ormai Jimmy Butler è lanciatissimo verso l’èlite di questa Lega, grazie alla sua completezza su ambedue le metà campo. Anche in gara-2 si è confermato su standard davvero altissimi: 31 punti, frutti di un ottimo 10 su 19 dal campo, conditi da 9 rimbalzi, con una discreta varietà di scelte offensive, dalle triple alle schiacciate a difesa schierata. Sta diventando anche più vocale in campo, con compagni e avversari, e, come dimostra il tecnico preso, il temperamento da vincente c’è già.

Il secondo tempo di Rose. Dopo i primi 24 minuti all’asciutto, nel terzo (soprattutto) e nel quarto quarto Derrick Rose ha mostrato altri notevoli ed incoraggianti segnali dopo l’ottimo esordio nella serie. Per lui, alla fine, 15 punti, 7 rimbalzi e 9 assist in una statline ben riempita e con diversi lampi in accelerazione dell’MVP che fu.

Rimbalzi come se piovessero. La disparità nel recuperare le carambole è stata alquanto evidente, a favore dei padroni di casa. 19 di Noah, 16 di Gasol, già detto dei rimbalzi di Butler e Rose, per un computo finale di ben 64 complessivi, 16 in più di quelli presi dai Bucks.

Il Role Player. Khris Middleton, chi era costui? In molti, fino all’inizio della stagione, sicuramente erano in un’ottica manzoniana nei confronti dell’ex Pistons, considerato solo come merce di scambio all’interno dell’affare Jennings. In realtà, mese dopo mese, Middleton è diventato uno dei migliori role player dell’intera NBA, trend confermato anche nella seconda partita contro Chicago. Per lui 22 punti complessivi con 3 triple, uno dei pochi a salvarsi dei suoi una volta varcate le Colonne d’Ercole della metà campo offensiva.

Wingspan, atto I. Quelle braccia lunghe ed interminabili, la mobilità e la freschezza atletica sono stati alcuni dei tratti caratteristici della difesa di Milwaukee, che ha tenuto i Bulls sotto il 40% dal campo, forzando al contempo 13 palle perse. Kidd ha lavorato molto bene sotto questo aspetto sin dal giorno del suo insediamento nel Wisconsin, ed anche ieri notte i giovani Bucks sono stati particolarmente in palla, con raddoppi efficaci (soprattutto su Gasol) e contenimento ben riuscito degli avversari, facendo sudare ogni singolo canestro.

Le Mazzate. Diciamoci la verità: non sono Playoffs se non si vedono contatti mostruosamente proibiti. Il gioco sporco va sempre condannato, le tonnare alla ricerca del pallone, invece, sono da gustare per intero. Poi, con così tanto in palio, è inevitabile incorrere in sanzioni disciplinari, mischie e scintille, verbali e non. 7 falli tecnici fischiati, di cui due allo stesso giocatore, conseguentemente allontanato. Inutile dire di chi si tratti.

FLOP

Primo quarto rugbistico. I primi 12 minuti della gara sono da archiviare presto e lanciare nel dimenticatoio in fretta. Vuoi per le difese comunque aggressive, vuoi, soprattutto, per attacchi rivedibili e/o rimasticati, il primo quarto si è chiuso con un punteggio basso e di stampo rugbistico. Se pensate che i Bucks siano stati offensivamente scialbi, con 16 punti a referto, allora non ci sono molti aggettivi per la prestazione balistica dei Bulls, inchiodati sull’11 sulla ruota di Chicago. Qui Twickenham, a voi United Center.

Wingspan, atto II. Si è vero, l’apertura alare, l’ampiezza delle braccia, le deflections e tutto il resto, ma la verità è che poi si vince, a questo giochino, segnando un punto in più degli avversari. Milwaukee fa una fatica tremenda non solo e non tanto a segnare tiri, quanto proprio a prenderne di buoni. Le riserve sono più creative, in tal senso, dei titolari, attaccanti sospetti, soprattutto a questo livello. Per vincere e provare ad allungare la serie ci vuole qualcosa di più.

Gasol. Non si tratta di una bocciatura a tutti gli effetti. Le cifre sono sempre ottime, doppia doppia d’ordinanza e 4 stoppate, la classe non si discute. Ma, così come nel primo episodio della serie, anche nella seconda gara Pau Gasol non ha reso come e quanto preventivabile, anche in luce dei 46 scolpiti agli stessi avversari qualche mese fa. Solo 4 su 12 dal campo, 2 tiri respinti dai difensori dei Bucks ed un po’ di sofferenza nei confronti dell’aggressiva marcatura di Pachulia. Da osservare un possibile ed auspicabile (per i tifosi Bulls) cambio di marcia già dalla prossima partita.

The Greak Freak. Può sembrare forse troppo eccessivo inserire Giannis Antetokounmpo tra i flop di gara-2, ma l’ala di Milwaukee ha confermato sia le ormai note capacità fisiche ed atletiche (11 rimbalzi catturati), ma anche una certa idiosincrasia, anche questa tendente al cronico, nel trovare la soluzione dalla lunga distanza. Solo 2-11 per lui, con la difesa di Chicago a concedergli il tiro da fuori che (ancora) non ha. Tutto questo infrangersi contro i faraglioni Bulls non potrà che giovargli per il prosieguo della carriera; più a breve termine, intanto, è alla ricerca di una possibilità di riscatto davanti al pubblico amico.

Alessandro Scuto

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