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Playoffs NBA 2015

Bulls-Bucks: Top&Flop di Gara 1

CHICAGO BULLS

TOP

Derrick Rose.Stasera vado in campo per amore del gioco” confida al suo compagno di battaglia Noah prima della partita. Inarrestabile, si abbatte sullo sventurato Carter-Williams al suo esordio nei playoffs lasciandolo sul posto a piacimento per poi attaccare il ferro come ai bei tempi. Nel secondo tempo spezza le gambe ai Bucks con tre dagger da 8 metri che li ricacciano oltre i dieci punti di scarto mentre cercavano disperatamente di rientrare in partita. I suoi 23 punti in 27 minuti sono conditi da 7 assist, di cui un paio dal coefficiente di difficoltà proibitivo per i comuni mortali, e da una direzione del gioco magistrale che ha scardinato la temibile difesa di Milwaukee. Solitamente “duncaniano” nei modi, si gira più volte verso gli spalti per incitare il pubblico che risponde sommergendolo di “MVP!MVP!MVP!“. In una parola: Vintage D-Rose.

P.S.: Come in un film dal finale scontatissimo il suo totale di punti e il risultato della partita sono identici a quelli della sua ultima sfortunata apparizione ai Playoffs 2012. Se Derrick però continua a giocare così, più che un lieto fine questa partita sarà un nuovo inizio.

 

Jimmy Butler. Sfrutta al meglio l’attenzione difensiva riservata al Rose formato MVP, concludendo la propria partita con un playoffs-high di 25 punti in soli (per lui!) 34 minuti con un efficiente 8-14 dal campo. In difesa fa un buon lavoro sul temutissimo Antetokounmpo, che scriverlo è una passeggiata in confronto a marcarlo. I 6 assist sono a testimonianza di una partita giocata in pieno controllo, in cui è anche andato in lunetta otto volte mettendo sotto pressione i lunghi dei Bucks. Non avranno un soprannome orecchiabile come i colleghi di Golden State, ma lui e D-Rose hanno fatto il bello e il cattivo tempo contro una difesa arcigna come quella dei Bucks che schiera gli interminabili Carter-Williams, Middleton e Antetokounmpo.

 

FLOP

Impossibile trovare delle prestazioni negative nella serata dei Bulls, ognuno ha quanto meno svolto il suo compito. Gasol sotto la media stagionale per quanto riguarda i punti, ma ha giocato 36 solidi minuti con un buon impegno difensivo e facendo girare la squadra in attacco, sfruttando l’attenzione che riceve dai Bucks dopo aver segnato 46 punti in Gennaio contro di loro. Unico appunto alla squadra tutta: troppe palle perse hanno permesso a Milwaukee di rimanere aggrappata ad una partita che altrimenti non avrebbe avuto storia.

 

MILWAUKEE BUCKS

 

TOP

Khris Middleton. Dopo un inizio di partita silenzioso, si sveglia nel secondo tempo e riapre la partita prima che Rose decida che invece no, la partita non andava riaperta. Unico faro dei Bucks dopo l’intervallo, è stato il più attivo anche difensivamente con ben 4 palle rubate che hanno consentito ai suoi di segnare qualche punto facile. Le percentuali non sono ottime, 7-17, ma è l’unico Buck ad essere veramente pericoloso, al contrario dei battezzatissimi Antetokounmpo e Carter-Williams. Se Milwaukee vuole strappare qualche partita a questi Bulls, Middleton dovrà fare un ulteriore salto di qualità, ma la sua prestazione nel complesso è stata buona.

 

Quando perdi di oltre 10 punti una partita di playoffs è difficile trovare due giocatori che rientrino nella categoria “Top”: Antetokounmpo dopo un inizio incoraggiante è letteralmente scomparso nel secondo tempo, lasciato libero di tirare e incapace di far pagare i Bulls per questa scelta. Bayless ha ravvivato l’attacco dei Bucks, ma la sua presenza al posto di MCW ha permesso a Thibs di inserire il sempre pericoloso Brooks senza soffrire eccessivamente il matchup in difesa (Brooks 13 pts, Bayless 11 pts). Ilyasova ha creato qualche difficoltà sul perimetro ai lunghi dei Bulls, ma non ha capitalizzato con un misero 1-5 da tre, concedendo molto più in difesa rispetto a quello che ha creato in attacco.

 

FLOP

Michael Carter-Williams. Non è neanche tutta colpa sua e probabilmente era impossibile opporre resistenza al Vintage Derrick Rose di ieri sera, però in 34 minuti si è visto veramente poco: pochi assist, poca presenza a rimbalzo, 1-4 ai liberi e solo un paio di rubate. Uno scorer non lo è mai stato (4-13 stasera), ma se vuole avere impatto sulla serie deve mostrare le qualità che ha in altri ambiti del gioco. Gli si concede l’inesperienza a questi livelli, però da lui ci si aspetta molto di più se i Bucks hanno intenzione di allungare la serie.

O.J. Mayo. Tenta di farsi lasciare aperto sul perimetro con una capigliatura alla Elfrid Payton, ma poi tira solamente 1-7. Scherzi a parte, i Bucks hanno bisogno di un Mayo che sia una scintilla offensiva dalla panchina per una squadra che ha molte difficoltà a trovare punti. Si comporta bene a rimbalzo tirandone giù ben 7, senza i quali il 52-41 dei Bulls in questa categoria statistica sarebbe stato ancora più ampio e dannoso per Milwaukee. Non una brutta partita in assoluto, infatti nessuno dei Bucks ha giocato eccessivamente male, ma lui e MCW sono quelli che devono dare di più per sperare in una o più vittorie.

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