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Adam Silver: 5 punti sul futuro della NBA

Il Commissioner della NBA, Adam Silver, nella giornata di Venerdì ha tenuto una conferenza stampa, in seguito all’incontro del consiglio di amministrazione della lega. Ecco 5 punti che riassumono i concetti esposti da Silver, via CBSsports.com.

1) Nessun cambiamento al sistema di seeding per i Playoffs. La discussione sull’assegnazione delle posizioni nella griglia dei Playoffs è stata particolarmente combattuta, per cui – vista la complessità della materia – non sono in vista cambiamenti. La questione non è comunque archiviata e rimane sul tavolo degli addetti ai lavori. Un fattore importante nella costruzione dello schema dei Playoffs è costituito dalla vittoria della Division. Come è accaduto quest’anno, ad esempio con i Portland Trail Blazers, il vincitore di una Division può sopravanzare squadre con un record migliore. Ripensare la costruzione dello schema Playoffs significa quindi anche rivalutare il valore delle Division. Questo il resoconto di Silver sul tema:

Quando abbiamo presentato la questione alle squadre, è risultato subito evidente che non esistono soluzioni ovvie, perchè, ad esempio, una squadra si scontra più volte con le squadre della propria Division rispetto a quelle delle altre Division e lo stesso vale con le Conference. Come ho già detto in passato, uno dei nostri obiettivi è quello di ridurre il numero dei back-to-back, riducendo la quantità di viaggi per le squadre. Se avessimo un programma totalmente equilibrato, i viaggi sarebbero – al contrario – necessariamente più lunghi.

[Sulla questione del valore delle Divisions,] dipende dalla persona a cui chiedi. Le rivalità all’interno della Division per alcuni significano molto, per altri no. Alcuni dei nuovi proprietari non sono interessati alla vittoria della Division. Un altro punto su cui ho riflettuto molto è se il valore di queste distinzioni è ancora molto sentito dai fans.

Secondo i giornalisti di CBS (e secondo il modesto parere di chi scrive), no, ai fans non interessano le Division. Anche perchè i fans della NBA sono al giorno d’oggi un pubblico globale, non più solo nordamericano. Per un cambiamento del genere sarebbe necessario il voto di 2/3 delle squadre. Difficile ipotizzare la propensione ad un simile provvedimento per le franchigie della Eastern Conference

2) Neppure il sistema della Lottery subirà cambiamenti. Un problema affligge da anni la NBA: il cosiddetto tanking. Ovvero la filosofia di pensiero che potrebbe essere riassunta così: “Visto che siamo scarsi e non arriveremo ai Playoffs, tanto vale perdere ancora di più e migliorare la posizione di scelta al Draft”. Molte proposte sono state avanzate, ma sulla questione la lega vuole aspettare a prendere provvedimenti. Il motivo della titubanza è che le squadre hanno troppi soldi. Cosa significa? Grazie ai proventi che arriveranno dai nuovi contratti con i media e le televisioni, le squadre potranno aumentare il Salary Cap. La NBA, prima di prendere provvedimenti, vuole capire quali saranno le nuove scelte dirigenziali delle franchigie, che si troveranno ad operare in condizioni diverse da oggi. Il problema “tanking“, in ogni caso, non è affatto risolto: anche questa questione rimane aperta.

3) La programmazione delle partite sarà migliorata. L’obiettivo principale è quello di ridurre i back-to-back ed i casi in cui le squadre giocano 3 partite in 4 giorni. Nessun drastico cambiamento alla stagione regolare, ma questa verrà anticipata di una settimana e le Finals termineranno appena prima del Draft. Questo provvedimento comporterà la riduzione della Preseason e permetterà più tempi di recupero durante la stagione per i giocatori.

4) Trovare l’accordo sui test antidroga non è stato particolarmente difficile. Nonostante alcune discussioni in passato, la NBPA (l’associazione dei giocatori) non ha opposto resistenza al nuovo indirizzo preso sul regolamento antidroga.

Non anticipo nulla, in quanto la questione dovrà essere affrontata con calma, ma ovviamente ci sono continui avanzamenti tecnologici, anche nel campo dei test antidroga. Penso che i giocatori abbiano lo stesso nostro interesse nell’assicurare la sicurezza sui campi da gioco. Non credo che avremo particolari scontri sul tema, in futuro. Ovviamente hanno il diritto di sollevare qualsiasi dubbio.

5) La lega sta monitorando la vicenda di Thabo Sefolosha, ma per il momento non è coinvolta in prima persona. Silver ha affermato di conoscere Thabo dai tempi in cui si occupava del progetto “Basketball without Borders” e di considerarlo un amico. Né il Commissioner, né la lega vogliono intromettersi nel caso. Queste le sue parole:

Non penso che la polizia, secondo quello che abbiamo visto da quel video, possa avergli rotto la gamba, ma non voglio giustificare nessuno. Penso che per conto di un nostro dipendente dobbiamo cercare di capire precisamente cosa sia successo. Penso anche che dobbiamo imparare da quello che è successo, nel caso altri giocatori si trovassero in simili situazioni che coinvolgono le forze dell’ordine. Non ho alcun pregiudizio.

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