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Lakers, parla Kupchak: “Se i Lakers falliscono, è anche colpa mia”

In questi anni decisamente tetri per i Los Angeles Lakers, Jim Buss, comproprietario della franchigia e titolare anche di importanti poteri decisionali in ambito di mercato data la sua nomina di vice-presidente delle “basketball operations”, è stato fortemente accusato dai tifosi a causa dello scarso rendimento della squadra e, sempre secondo i supporters giallo-viola, di aver sbagliato ripetutamente ad assemblare il roster.

Tuttavia in sua difesa è intervenuto recentemente Mitch Kupchak, general manager dei Lakers dal 2000 dopo l’abbandono di Jerry West, che ha voluto ribadire pubblicamente come la responsabilità dei recenti risultati negativi sia, se non solo esclusivamente, anche colpa sua.

Queste le parole di Kupchak riportate per noi da Thomas Golianopoulos di Grantland:

“Purtroppo Jm (Buss) riceve molte critiche, ma nessuna decisione ai Lakers è presa senza di me. Se qualcosa non va per il verso giusto, io dovrei essere criticato tanto quanto Jim. Noi riceviamo giudizi, per la maggior parte, in merito al rendimento che la squadra ha in campo, che a sua volta ha a che vedere con le scelte al draft, le trades e la free agency, ed io e Jim siamo quelli che decidono chi draftare, chi scambiare e quale free agent firmare. Per quanto riguarda la percentuale di talento in campo, la maggior parte delle competenze spetta a me ed io lavoro a stretto contatto con Jim, il quale si fida ciecamente dei miei istinti; a volte sono buoni ed altre volte invece non lo sono”.

Le parole di Kupchak sono indiscutibilmente un’ammissione di colpa, o meglio un tentativo di calmare le nervose acque intorno alla dirigenza dei Lakers nel tentativo di accentrare le colpe in un solo individuo; un atto coraggioso, indubbiamente, volto anche a riavvicinarsi alla grandissima fetta di tifosi che in questi tempi definire scontenta sarebbe un eufemismo, e magari ottenere ancora un po’ di pazienza (e fiducia) al fine di far effettuare il salto di qualità a quell’operazione di ristrutturazione che ad oggi non ha portato frutti significativi.

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